In apicoltura, uno dei momenti più soddisfacenti è sicuramente quello della smielatura. Quando si parla di smielatura, si intendono in senso lato tutte quelle operazioni che sono messe in atto dall’apicoltore per poter estrarre il miele dai favi e renderlo disponibile al consumo. Per fare ciò, bisogna rispettare delle procedure specifiche e sono necessarie apposite apparecchiature. Per chi produce miele per scopo di vendita, inoltre, sono previste delle norme particolari da rispettare.

Che cos’è la smielatura?

Partiamo dall’inizio, però. Cos’è la smielatura? Abbiamo detto che per smielatura si intende l’estrazione del miele e la sua successiva predisposizione al consumo. Essa può essere eseguita direttamente dall’apicoltore, se provvisto di una specifica sala smielatura a norma, oppure può essere demandata a conto terzi.

In base al tipo di apicoltura, alla località di produzione e alle esigenze dell’apicoltore, nel corso della stagione apistica si potrebbe assistere a diverse smielature. C’è chi si organizza smielando in primavera, estate e autunno oppure chi ne fa solo una a fine stagione o anche chi smiela più volte nel corso della stagione produttiva. Ovviamente in merito non esiste una regola fissa: ognuno si organizza in base alle proprie necessità e disponibilità, anche tenendo conto di fattori esterni come l’andamento climatico.

Gli strumenti della smielatura

smielatore per smielatura

photo credit: C.hahn

Prima di vedere nel dettaglio le varie fasi della smielatura, è utile elencare quelli che sono gli strumenti necessari per poter estrarre correttamente il miele.

  • apiscampo: l’apiscampo è un attrezzo, in plastica o metallo, che si posiziona generalmente tra il nido e il melario (o tra melario pieno e melario vuoto) per consentire la discesa delle api a nido e bloccarne la risalita. Questo serve per evitare di prelevare melari pieni zeppi di api. Dopo la posa, nell’arco di 24 ore circa il melario è pronto per essere prelevato.
  • soffiatore: il soffiatore svolge la medesima funzione dell’apiscampo: allontana le api dal melario. Questo strumento è principalmente utilizzato dai professionisti perché permette di raggiungere l’obiettivo in un tempo inferiore, senza dover eseguire ripetuti viaggi in apiario. Questo diventa molto utile per chi pratica nomadismo e per chi ha gli apiario molto lontano da casa
  • spazzola: permette di allontanare le eventuali api rimaste sui favi da melario
  • strumentazione varia: inutile dire che è utile indossare una tuta protettiva durante lo svolgimento di queste operazioni. Le api vengono inevitabilmente disturbate e questo può innervosirle e spingerle ad attaccare. Altri strumenti utili sono sicuramente la levetta, immancabile in ogni visita in apiario, e l’affumicatore. Riguardo a quest’ultimo, esso può essere molto utile per spingere le api verso il nido, ma va utilizzato con cautela. Troppo fumo andrebbe a intaccare il miele, compromettendone il sapore.
  • banco disopercolatore: è il supporto dove i favi vengono disopercolati e dove si raccoglie la cera degli opercoli per ulteriore filtraggio e recupero
  • coltelli o forchette per l’eliminazione degli opercoli
  • smielatore (o estrattore): è lo strumento che permette la vera e propria estrazione del miele. Ci sono diversi modelli, elettrici o a manovella, tangenziali o radiali, grandi o piccoli
  • maturatore (o decantatore): è un contenitore di diversa capacità, dove il miele viene fatto “maturare”. Appositi filtri permettono di separare il miele da eventuali corpi estranei e la permanenza per più settimane consente la risalita in superficie delle bollicine d’aria. Attraverso un rubinetto, si può spillare il miele per il successivo invasamento.

Quando il miele è maturo per la smielatura

favo di miele

Qual è dunque la prima operazione da compiere per poter smielare? Ovviamente recuperare il miele! Per farlo, l’apicoltore deve scegliere il momento giusto, quando il miele è detto “maturo”. Come si fa a capire quando il miele è maturo? Generalmente, quando ⅔ dei favi sono opercolati su entrambi i lati, ovvero quando le cellette ricolme di miele sono coperte da uno strato di cera che le va a sigillare, vuol dire che è “pronto”. Perché, però, è necessario aspettare questo momento?

Quando le api opercolano le cellette, il miele al loro interno ha raggiunto il giusto grado di umidità (17/18%). Questo impedisce la fermentazione del miele. Per questo motivo si attende l’opercolatura dei favi: si ottiene un prodotto ottimale e pronto per la conservazione. Non sempre, però, è facile attendere che le api opercolino le cellette. A volte producono tanto miele e non riescono ad asciugarlo per tempo, altre volte si susseguono diversi flussi nettariferi che impediscono di ottenere un miele monoflora “puro”. Per tal motivo, spesso gli apicoltori prelevano il melario anche se il miele non è maturo, provvedendo poi con appositi deumidificatori al raggiungimento del livello ottimale di umidità.

Un’altra tecnica per calcolare il giusto momento per prelevare i melari è quello di attendere qualche giorno dopo la fine del flusso nettarifero. In alternativa, si può tenere sotto controllo il peso dell’alveare. Quando si raggiunge il peso massimo stimato, si procede con la rimozione.

Il prelievo dei melari

apicoltori

Quando l’apicoltore decide che è il momento del prelievo dei melari, per liberarli dalle api può utilizzare due tecniche. La prima prevede l’uso dell’apiscampo, la seconda quella del soffiatore. Se si sceglie l’apiscampo, esso va posizionato tra il nido e il melario o tra il melario da prelevare e quello che rimane in apiario. L’apiscampo permette la discesa delle api a nido grazie a delle apposite forature, che nel contempo ne impediscono l’immediata risalita. Nell’arco di 24 ore il melario dovrebbe essere pronto per essere prelevato. Eventuali api si possono allontanare con l’apposita spazzola.

Il soffiatore, invece, è più immediato e sbrigativo. Le api vengono spinte a scendere a nido grazie al flusso di aria emanato. Questa soluzione è sicuramente preferita dai professionisti che hanno tanti alveari e che hanno gli apiari molto lontani da casa.

Sconsigliato è l’utilizzo dell’affumicatore per allontanare le api da melario. Oltre a danneggiare la qualità del miele e il suo sapore, può innervosire le api e innescare episodi di saccheggio

In Sala smielatura

Una volta prelevati i melari, devono essere trasportati in sala smielatura. Questa sala deve rispettare rigorosi canoni e deve essere a norma di legge. Queste precise disposizioni si rivolgono a chi produce miele per il commercio.

La disopercolatura

disopercolatura

Constatata la maturità del miele, si procede con la disopercolatura. Con questo termine si intende l’eliminazione dello strato di cera che chiude le cellette e il miele al suo interno. Questa operazione si svolge su un apposito banco disopercolatore. Il favo viene posto su una specie di leggio e si procede manualmente all’eliminazione degli opercoli o con un apposito coltello o con una forchetta. La cera si deposita sul fondo, dove c’è una griglia che permette un successivo filtraggio e recupero del miele rimasto attaccato agli opercoli per spremitura o sgocciolamento. I grandi apicoltori professionisti e chi fornisce servizi di smielatura generalmente si affidano a disopercolatori automatici o semiautomatici che snelliscono notevolmente il lavoro.

La smielatura vera e propria

smielatore e favi

Photo Credit: Roberto Verzo

Una volta disopercolato il favo, si procede alla vera e propria estrazione. Per farlo, si ricorre a un apposito smielatore in acciaio inox, di cui sono in commercio diversi modelli. Tutti gli smielatori sfruttano la forza centrifuga, grazie alla quale il miele viene fatto fuoriuscire dal favo. Inoltre, questo tipo di operazione permette una lavorazione a freddo, senza riscaldamento del miele e conseguente alterazione del prodotto. In commercio sono disponibili diversi modelli di smielatore.

Per chi conduce l’apicoltura come hobby e ha pochi alveari, può anche ricorrere agli smielatori manuali, mentre quando il numero di melari aumenta è necessario dotarsi di smielatori automatici. È poi possibile scegliere tra smielatori radiali, semiradiali o tangenziali.

In base al diverso tipo è bene tenere a mente alcuni accorgimenti. Per i semiradiali e i tangenziali, bisogna iniziare con una rotazione lenta per evitare di spezzare il favo. Inoltre, dopo una prima centrifuga, bisogna ruotare i telaini per poter smielare completamente anche l’altra facciata. Per quelli radiali, invece, è necessario inserire i melari con la parte superiore rivolta verso l’esterno dello smielatore. Si sfrutta così l’inclinazione delle celle per facilitare la fuoriuscita del miele.

Una volta azionato lo smielatore e svuotati i telaini, questi possono essere riposti nuovamente dei melari. Sarà poi discrezione dell’apicoltore decidere se riportarli alle api per farli ripulire o per proseguire con il raccolto oppure procedere con l’immagazzinamento.

Il filtraggio e la decantazione

Il miele estratto dai favi viene poi filtrato per eliminare i residui di cera o di favo. Questa operazione viene eseguita con apposite reti metalliche a maglie molto fini. Si può decidere se procedere al filtraggio durante il passaggio dallo smielatore al maturatore oppure dopo il periodo di decantazione.

Successivamente, si procede inserendo il miele nel maturatore (o decantatore), dove viene lasciato decantare per consentire a eventuali residui di salire a galla o di depositarsi sul fondo. Contemporaneamente, si permette anche alle bollicine d’aria di emergere. Durante questo periodo, si forma quella patina di schiuma bianca che altro non è che l’accorpamento di questi residui leggeri in superficie. L’apicoltore provvede poi alla sua asportazione.

Il periodo di decantazione è variabile, da qualche giorno a qualche settimana in base alle caratteristiche del miele e alle temperature. È estremamente importante che i luoghi dove sono posti i maturatori non siano particolarmente umidi. Bisogna infatti evitare che il miele assorba l’umidità dell’aria perché questo aumenterebbe il rischio di fermentazione.

Il miele in vasetto

Terminato il periodo di decantazione, si procede all’invasamento. In base alle proprie esigenze, si può optare per vasi di diverso formato oppure per la conservazione del miele in appositi secchi.

L’importanza del controllo del peso per la rimozione dei melari

La smielatura è dunque un processo che richiede delle operazioni specifiche. Sicuramente la parte che richiede più attenzione è quella legata alla scelta del momento adatto al prelievo dei melari. Abbiamo visto quali sono le indicazioni generali, ma non sempre si può saggiare la “maturità” del miele se si hanno tanti apiari dislocati uno lontano dall’altro.

sistemi di monitoraggio 3bee

Per questo, valutare la curva del peso può essere essenziale. Quando il peso rilevato raggiunge il livello stimato per un melario pieno, si procede con la rimozione. Utilizzando i sistemi di monitoraggio 3Bee puoi controllare questi dati comodamente dal tuo cellulare e programmare i tuoi interventi in apiario. Può anche impostare degli alert specifici che ti avvisano quando si sta raggiungendo la soglia di peso limite.

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