Al termine della stagione produttiva, quando l’apicoltore inizia già a pensare all’invernamento delle sue api, una delle considerazioni che può essere portato a fare riguarda l’eventuale riunione di alcune delle sue famiglie.

In realtà, la necessità di riunire famiglie di api può presentarsi tutto l’anno, dalla fine dell’inverno alla piena stagione produttiva. Diventa dunque necessario capire cosa può spingere un apicoltore a mettere in atto questa pratica, se ci sono alternative e quali sono i metodi migliori per eseguire questa pratica.

Prime considerazioni

La considerazione preliminare da fare in qualsiasi caso di riunione è la condizione di salute dell’alveare. Se l’alveare ha qualche patologia, come la peste europea o una grave infestazione di varroa, questa operazione può risultare devastante. In questi casi, è meglio trovare un’altra soluzione.

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Come fare a controllare lo stato di salute delle proprie api?

 

Il ruolo delicato delle api invernali

api riunione famiglie

Nel periodo che precede l’invernamento, l’apicoltore deve accertarsi che le famiglie che si apprestano ad affrontare la stagione fredda siano sufficientemente forti per poter arrivare a primavera nelle condizioni migliori. Al termine dell’estate, infatti, si possono trovare famiglie orfane o con una regina che non sta facendo bene il suo lavoro. Le api che nascono in autunno, chiamate “api invernali”, hanno una grande responsabilità: devono consentire la ripresa della famiglia in primavera. È dunque facile capire quanto questo momento sia delicato per il buon esito della prossima stagione produttiva.

Riunire famiglie in caso di orfanità

Può capitare che dopo gli ultimi trattamenti anti-varroa alcune famiglie rimangano orfane. I fuchi in questo periodo cominciano a scarseggiare e quindi risulta molto rischioso contare sulla sola forza delle api per allevare una nuova regina (che poi dovrà essere anche fecondata). A questo punto all’apicoltore rimangono solo due strade da percorrere:se ancora disponibile, può acquistare una regina già fecondata e procedere all’inserimento. In alternativa, può pensare a riunire le famiglie.

In quest’ultimo caso, il procedimento non risulta essere particolarmente complesso.

Come controllare la presenza della regina?

 

Controllare le celle reali e le operai ovificatrici

telaio di covata con celle reali

Bisogna innanzitutto controllare che non siano presenti né celle reali né operaie ovificatrici. Se si procede con la riunificazione, è necessario rimuovere tutte le celle reali per scongiurare l’allevamento di una nuova vergine. La presenza di operaie ovificatrici, invece, è più probabile quando la famiglia si ritrova orfana già da qualche settimana. Entrambe le situazioni, se non debitamente affrontate, possono pregiudicare la buona riuscita dell’operazione.

Nel caso fossero presenti operaie ovificatrici, bisognerebbe allontanarle dall’alveare scrollando i favi dalle api ad una ventina di metri dalla cassa ed eliminare i telai con covata deformata. Questa, chiamata in gergo “gibbosa”, non è altro che covata da fuco deposta in celle da operaia. Una volta che le altre operaie sono rientrate nell’alveare orfano, si procede prelevando i telai della famiglia orfana e aggiungendoli direttamente a quella più forte con regina. Per operare al meglio, è necessario che questa famiglia sia di un apiario distante almeno 3-4 km per evitare che le operaie della famiglia orfana ritornino al loro vecchio alveare.

Come facilitare la riunione

Per scrupolo, si possono cospargere le api con zucchero a velo o farina per stordirle, assorbire gli odori e facilitare l’accettazione. Tuttavia, non sempre questo espediente è necessario.

Più importante è l’ordine con cui vengono inseriti i telai. I telai della famiglia forte vanno tenuti compatti con la regina al loro interno mentre quelli della famiglia orfana vanno invece aggiunti ai lati. In questo modo si può evitare che la regina venga attaccata dalle altre api.

Generalmente si effettua questo intervento nelle ore centrali della giornata. Un’accortezza molto importante da tenere a mente è quella di togliere dall’apiario l’arnia della famiglia orfana. In tal modo, le bottinatrici si disperderanno negli altri alveari e non potranno tornare nell’arnia di origine, vanificando il lavoro dell’apicoltore.

Riunire famiglie con regine vecchie o fecondate male

riunire famiglie api

Un’altra situazione che può spingere l’apicoltore all’unione di due o più famiglie è avere una regina fucaiola (vecchia) o fecondata male ossia che non depone più in maniera ottimale. Inoltre, se non vuole incrementare il numero dei suoi alveari, può procedere anche unendo due o più famiglie deboli, ma con regina.

Ovviamente la presenza di più di una regina può comportare alcuni problemi. L’apicoltore, a questo punto, può decidere se eliminare subito la regina più debole oppure lasciare far tutto alle api. Idealmente, dal confronto tra le due regine ne può uscire una sola vincitrice o, più raramente, crearsi una situazione di “convivenza”. Tuttavia, per evitare situazioni spiacevoli, solitamente si procede con l’eliminazione della regina meno performante.

Controlla da remoto lo stato del tuo alveare

 

Riunire famiglie deboli o colpite da gravi infestazioni

Anche la presenza di più sciami non particolarmente forti o di famiglie colpite da una grave infestazione di varroa può portare alla loro unione. La scelta dipende un po’ dalla situazione contingente e dalle considerazione dell’apicoltore.

Nel caso di sciami o famiglie non molto numerose, bisogna capire il livello di forza dell’alveare. Se, in prossimità dell’invernamento, ci si rende conto che la famiglia, anche se piccola, è vigorosa e quindi formata per la maggior parte da api giovani, essa sarà in grado di superare la stagione fredda e di ripartire  bene in primavera. In questo caso, si può anche lasciare la famiglia su 4-5 telai e poi restringerla su 3 non appena la regina riparte a deporre così da evitare eccessive dispersioni di calore che portano ad uno sviluppo non ottimale delle nuove generazioni.

telaio covata api

Se invece la famiglia è debole o è reduce da una grave infestazione, si procede a rinforzare abbondantemente la famiglia aggiungendo un paio di telai di api in più arrivando a 6-7. Questo perché queste api invernali sono più deboli e molte di esse non arriveranno a primavera. Questa famiglia farà sicuramente più fatica ad allevare la prima covata deposta a febbraio-marzo e dovrà anch’essa essere poi stretta su 3-4 telai a seconda della quantità di api.

In linea di massima, famiglie piccole, ma in salute, ad inizio inverno, non appena si avvicina la stagione dei primi raccolti possono riprendersi velocemente. Quelle che invernano numerose, ma sono deboli, se sverneranno, impiegheranno sicuramente più tempo a ripartire.

Se poi l’apicoltore che ha sciami forti vuole incrementare il numero dei suoi alveari può anche evitare la riunione. Viceversa, provvedrà a riunire le famiglie quando riterrà che il numero di colonie è adeguato e non necessita variazioni.

Il metodo Miller o del giornale

Abbiamo visto che uno dei metodi più semplici per eseguire questa operazione apistica è il prelievo dei favi da un’arnia e il loro inserimento in un’altra. In certi casi, però, questo approccio può risultare troppo diretto. Per questo motivo, uno dei metodi più famosi per la riunioni di due o più famiglie è il metodo Miller, detto anche  del giornale. Il procedimento è piuttosto semplice. Questa tecnica è generalmente attuata al tramonto, quando le api bottinatrici sono tornare all’interno dell’alveare.

All’alveare più forte si toglie coprifavo e coperchio, posizionando sopra l’apertura un foglio di giornale. Se lo si ritiene opportuno, possono essere applicati dei piccoli fori. Una volta sistemato il foglio, si posiziona sopra l’arnia con la famiglia più debole. Nel caso in cui la cassa non avesse il fondo mobile, bisogna posizionare sopra alla famiglia forte una coppia di melari. Successivamente, si deve procedere con il travaso dei favi della famiglia debole nel doppio melario. In questo modo, le api consumeranno il foglio di giornale in circa due giorni, dandosi il tempo di mischiare i propri odori e di unirsi in maniera più delicata.

Controllo degli alveari e sistemi di monitoraggio da remoto

sistemi di monitoraggio per alveari 3Bee

Queste, tuttavia, sono situazioni che si possono verificare durante tutta la stagione apistica. L’unico periodo dell’anno in cui non si manipolano in questo modo gli alveari è l’inverno, quando le api sono strette in glomere. A inizio primavera, ma anche in estate inoltrata, l’apicoltore può trovarsi di fronte a questo tipo di scelte: mantenere le famiglie così come sono oppure riunirle?

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