Come fare per riconoscere api, bombi, vespe e calabroni? Quante volte ti sarà capitato di vedere questi insetti e non saper distinguerli esattamente l’uno dall’altra?

Qui la guida definitiva per saper riconoscere esattamente questi piccoli insetti e le loro preziose attività, senza più confonderli!
Iniziamo col dire che api, vespe, bombi e calabroni fanno parte dell’ordine degli imenotteri, ovvero un insieme di insetti di oltre 100.000 specie dai colori e forme differenti, conosciuti in particolare per le punture che possono, a volte, provocare delle reazioni allergiche.

Ma andiamo con ordine: quali sono le principali differenze tra api, vespe, bombi e calabroni?

Le specie sono molte, ma vedremo insieme quelle più diffuse e più facili da incontrare!

 

L’ Ape

L’ape da miele è sicuramente uno degli insetti più famosi, ma spesso viene ancora confusa con altri suoi “cugini”. Come fare per imparare a distinguerla senza errore?

L’ape possiede un corpo diviso in tre sezioni: un capo con due antenna, un torace con sei zampe e due coppie di ali e un addome formato da sette segmenti. Ma questa è una morfologia che si ritrova anche in altri insetti. A parte i tratti caratteristici che solo un esperto può apprezzare (come la conformazione degli occhi, per dirne una), quello che può consentire anche ai “profani” di distinguere facilmente un’ape è la sua forma un po’ tozza, il torace ricoperto dalla tipica peluria e i colori che riprendono diverse sfumature di marrone e giallo. Non possiede quindi i colori brillanti delle vespe né l’invidiabile “pellicciotta” dei bombi. È anche di dimensioni più piccole rispetto a vespe, bombi e calabroni e le femmine possiedono un pungiglione uncinato. Questo è sì un’arma efficace, ma la sua conformazione lo rende letale per l’ape se si trova a pungere un nemico che presenta una pelle elastica, come quella dell’uomo. In questi casi, il pungiglione rimane incastrato e l’ape, cercando di liberarsi, si procura lacerazioni addominali tale da portarla a breve alla morte.
QUI ti raccontiamo il loro prezioso lavoro!

riconoscere api, bombi, vespe e calabroni

A un occhio esperto l’ape risulta inconfondibile, ma quello che davvero la differenzia è l’alveare, la sua organizzazione e il suo ciclo vitale. L’ape da miele costruisce un nido fatto di favi di cera che non solo accolgono la nuova covata, ma permette anche l’immagazzinamento delle scorte per consentire all’alveare di superare indenne l’inverno. L’alveare non è quindi abbandonato con l’arrivo della brutta stagione, ma viene anzi preparato al meglio in vista della ripresa primaverile. La regina, unica ape fertile e feconda in grado di deporre uova, è protetta e accudita dalle altre api e può vivere fino a 5 anni! Le altre api femmine sterili, le operaie, si suddividono in base ai compiti da svolgere e possono vivere dai 30 ai 180 giorni a seconda della stagione. I maschi, chiamati fuchi, vengono allevati in primavera e in estate iniziano a decrescere, fino a essere scacciati in autunno per evitare un eccessivo consumo delle scorte invernali dell’alveare.

 

L’ape è anche l’unico insetto che produce un alimento commestibile per l’uomo: il miele! Per questo sono allevate da tempo immemore, fin dal tempo degli egizi.

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Le vespe: quali sono le caratteristiche e che ruolo hanno?

Le vespe sono di colore giallo e nero, presentano un addome peduncolato e più affusolato. Sono insetti sociali, composti da femmine sterili, operaie, e una o più femmine fertili, chiamate regine. Come per le api, anche nel mondo delle vespe il maschio si presenta nel periodo riproduttivo. I nidi delle vespe sono molto particolari, sembrano fatti di cartone e vengono realizzati utilizzando legno e saliva. Le vespe sono solite fare il loro nido nei pressi di rami o cavità, sottoterra, ma molto spesso anche a ridosso di sottotetti, verande e altre posizioni vicine alla vita dell’uomo.

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Come si nutrono le vespe?

Le vespe vanno alla ricerca di nettare dei fiori, ma a differenza delle api, si nutrono anche di piccoli insetti. La più temuta dall’uomo è la femmina, poiché dotata di pungiglione o aculeo velenoso che viene utilizzato solo in caso di difesa. La puntura di una vespa è piuttosto dolorosa e, soprattutto quando se ne riceve più di una, può essere pericolosa in quanto in certi casi può generare reazioni allergiche.
Ti stai chiedendo a cosa servono le vespe? Le vespe sono fondamentali nell’attività d’impollinazione di fiori e piante, ma si occupano anche di contenere il numero di parassiti e insetti infestanti di cui si cibano. Spesso vengono ricordate solo per le ripetute punture sull’uomo poiché, a differenza delle api, possono pungere più volte senza perdere il pungiglione e, quindi, senza morire dopo il primo attacco. Le vespe, come la maggior parte degli insetti, pungono per difesa perciò il consiglio, se ti trovi nei pressi di un nido, è di non agitarti, non scacciarle con le mani, ma semplicemente allontanarti.

 

Il Bombo: caratteristiche e comportamento

L’insetto più paffuto e simpatico? Il bombo, ovviamente! Ma vediamo le caratteristiche e il comportamento. Il bombo è più grande rispetto all’ape, presenta una caratteristica peluria distribuita su tutto il corpo, con strisce di peli gialli e neri, ma anche completamenti neri.

Anche i bombi hanno il pungiglione, ma sono molto meno aggressivi di altri insetti e se attaccano lo fanno solo per difesa. A differenza delle api, il pungiglione dei bombi non presenta tratti uncinati e questo consente all’insetto di pungere più volte senza rimetterci la vita.

Si nutrono di nettare e polline dei fiori e, come le api, fanno scorta di polline per poi depositarlo nell’alveare per la nutrizione della covata.

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Il ciclo vitale del bombo è piuttosto diverso rispetto a quello delle api. Nel periodo invernale, infatti, sopravvivono solo le femmine feconde, che cercano un riparo sicuro in attesa dell’arrivo della bella stagione. In primavera, le “regine” si occupano della fondazione di una nuova colonia. Deponendo le prime uova, danno vita alle operaie che le assisteranno nella costruzione delle celle del nido e provvederanno alla raccolta di nettare e polline. A metà estate nasceranno le prime femmine capaci di riprodursi. Saranno loro a deporre le uova non fecondate da cui nasceranno i maschi, destinati all’accoppiamento per permettere la prosecuzione del ciclo vitale di questi insetti. Il nido, spesso costruito in cavità, fessure e anche nel terreno, non serve quindi per la conservazione delle scorte, ma spesso viene abbandonato al termine della bella stagione. Anche le colonia è molto meno numerosa rispetto a quella delle api da miele, arrivando a contare un massimo di 300 esemplari.

 

 

 

Il Calabrone: caratteristiche e differenze

Il calabrone o anche Vespa crabro è un imenottero che fa parte della famiglia Vespidae. Nell’aspetto si presenta con due lunghe antenne, con un addome troncato nella parte anteriore, come se fosse diviso. Lo puoi distinguere facilmente dal colore giallo-arancio con qualche macchia rossastra e dalle maggiori dimensioni rispetto ad api e vespe.

 

Nella dieta del calabrone rientrano anche le api, oltre a nutrirsi di frutta matura e altri insetti.

Attenzione a distinguere il calabrone comune (Vespa crabro) dal calabrone (Vespa mandarina) e dal calabrone asiatico (vespa velutina). Quest’ultima, un vero incubo per gli apicoltori e per le loro api.

QUI ti spieghiamo perché è così pericolosa.

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I calabroni non hanno l’abitudine di fare scorte di cibo, come le api, per questo si nutrono di api e delle volte rubano anche del miele. La puntura di calabrone è molto pericolosa e dal dolore persistente e, come la puntura di tutti gli imenotteri, può generare uno shock anafilattico nei soggetti allergici al veleno.

 

Anche il calabrone ha un ciclo vitale annuale. In primavera la regine feconda sopravvissuta all’inverno si riattiva per fondare una nuova colonia. Dopo aver costruito le prime cellette, depone le uova e le accudisce fino alla nascita di nuovi calabroni. Sul finire dell’estate, nascono femmine fertili e, successivamente, esemplari maschili, pronti per accoppiarsi e consentire così a nuove regine feconde di trovare riparo per l’inverno in attesa della primavera.

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Ora non puoi più fare confusione e sai riconoscere api, bombi, vespe e calabroni. Non solo sai riconoscerli, ma sai quanto sono importanti per l’intero ecosistema.

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