I prodotti dell’alveare: la propoli

Home/Apicoltura, Cosa devi sapere riguardo a..., I prodotti delle api/I prodotti dell’alveare: la propoli

I prodotti dell’alveare: la propoli

I prodotti dell’alveare sono tutti preziosi e molto ricercati per i loro utilizzi e le svariate proprietà benefiche. Uno dei più famosi è sicuramente la propoli, spesso impiegata per lenire mal di gola e tosse. Molti di noi sicuramente la utilizzano spesso, ma siamo sicuri di conoscerne tutte le potenzialità?

Cos’è la propoli

Resina su alberoLa propoli è una sostanza elaborata dalle api a partire da materiale resinoso raccolto sulle gemme e sulla corteccia di piante come pioppi, betulle, ontani, abeti rossi, pini, salici, olmi, querce, ecc. Le api mescolano la resina con polline ed enzimi e poi introducono il tutto nell’alveare, dove vengono aiutate da altre api per il deposito. Il colore della propoli può assumere diverse tonalità, che vanno dal giallo al rosso al marrone, arrivando anche al nero. Queste diverse colorazioni sono tutte da ricollegare alle differenti piante di provenienza, dalle quali può dipendere anche l’odore, che risulta comunque essere sempre piuttosto aromatico. Generalmente le api si dedicano alla raccolta della resina nelle giornate più calde, quando questa è facilmente lavorabile e trasportabile.

Utilizzi nell’alveare?

Ovviamente le api non producono la propoli solo per il nostro benessere, ma questa sostanza ha un impiego importantissimo all’interno dell’alveare. Per capirne le funzioni possiamo farci aiutare dall’etimologia del nome stesso. Il termine propoli è spesso usato sia al maschile che al femminile. Nel primo caso, deriva dal greco πρόπολις che significa letteralmente “davanti alla città”, ovvero “in difesa della città”. Nel secondo caso, deriva dal latino “pro polis”, ovvero “per pulire”. In entrambe le accezioni emergono le funzioni principali della propoli all’interno dell’alveare.

Essa viene utilizzata, infatti, per restringere l’entrata degli alveari e come strumento per proteggerlo da agenti esterni, malattie, ma anche da eventuali predatori che, una volta uccisi all’interno dell’alveare, essendo troppo voluminosi o pesanti per essere portati fuori da esso, vengono completamente rivestiti di propoli. Nel contempo, la propoli è anche un “disinfettante” utilizzato per igienizzare le celle e per eliminare eventuali rischi di putrefazione e l’insorgenza di patologie.

Una storia lunga migliaia di anni

L’incontro tra uomo e propoli risale ormai a migliaia di anni fa. Già gli antichi Egizi la utilizzavano durante i riti di mummificazione, per curare ferite, infezioni e malattie dell’apparato respiratorio. Anche personaggi del calibro di Aristotele, Virgilio, Plinio il Vecchio, Galeno e Avicenna ne parlavano nelle loro opere.

Metodi di raccolta

Oggi la propoli è oggetto di studi per via delle sue proprietà benefiche e viene largamente utilizzata per svariati motivi. L’apicoltore, dunque, non può dedicarsi solo alla produzione di miele e alla raccolta di polline, ma anche di questa portentosa sostanza.

I metodi attraverso cui opera sono principalmente due, la raschiatura e la raccolta tramite specifici strumenti.

La raschiatura, o raccolta naturale, prevede il prelievo della propoli depositata all’interno dell’arnia. Molto spesso si ritrova in posti difficilmente accessibili e bisogna proprio grattarla via dall’arnia stessa. Per questo motivo, questo genere di propoli è più ricca di impurità come cera, frammenti di legno e residui di api o di altri insetti.propoli

La raccolta artificiale, invece, si avvale di un piccolo espediente che sfrutta la naturale propensione delle api a tappare ogni fessura all’interno dell’alveare. L’apicoltore inserisce all’interno dell’arnia o una griglia metallica o di nylon da posizionare sopra i telai oppure un diaframma appositamente ideato per la raccolta della propoli. Le api saranno quindi portare a propolizzare questi inserti, ostruendoli. A questo punto, all’apicoltore non resta che estrarli, lasciarli qualche giorno in frigo o nel congelatore e poi procedere alla rimozione della propoli dai supporti di raccolta. Questa procedura è sicuramente più facile da eseguire e risparmia all’apicoltore tutta la parte di pulizia della propoli per l’eliminazione delle impurità. Tuttavia, bisogna avere l’accortezza di scegliere quelle famiglie che hanno dimostrato una propensione maggiore alla propolizzazione e di inserire i supporti nel giusto periodo dell’anno.

Composizione

Che cosa rende la propoli così speciale? È stato dimostrato che la sua composizione chimica, già di per sé molto complessa, varia in base a diversi fattori, tra cui le piante di origine, il tipo di api che la raccolgono, il clima e il periodo di raccolta. Sostanzialmente, però, essa è costituita da polifenoli e componenti aromatiche (flavonoidi, fenolacidi, composti fenolici e cumarine), terpeni (olii essenziali) e elementi vari, tra cui aminoacidi, sali minerali (ferro, rame, calcio e manganese) e vitamine.

Proprietà benefiche e curative

A una composizione così ricca e complessa corrispondono molteplici proprietà benefiche e curative. La propoli svolge una forte azione antibiotica, antivirale e antimicotica ed è molto utile per contrastare alcune forme di Herpes e di Candida. È, inoltre, un validissimo antibatterico: inibisce la proliferazione dei germi e contribuisce alla loro eliminazione anche stimolando la reazione del sistema immunitario. La propoli viene spesso usata in caso di raffreddore, mal di gola, faringiti, tracheiti, tonsilliti e affezioni del cavo orale (afte, ascessi e vescichette). Come testimoniano gli usi fatti fin dal passato, la propoli è sempre stata apprezzata per il suo potere cicatrizzante e disinfettante e per questo impiegata per la cura di ferite, piaghe, bruciature e irritazioni cutanee. Infine, la propoli ha effetti anestetizzanti, stimola la rigenerazione ossea e cartilaginea e svolge una funzione vasoprotettiva.propoli

Modalità di somministrazione

Generalmente, quando pensiamo alla propoli ci vengono in mente le boccettine con il contagocce, dove la troviamo allo stato liquido in soluzione idroalcolica. Sicuramente questo è uno dei metodi più diffusi per la sua assunzione, ma ce ne sono anche altri. Per consentire anche ai più piccoli di poter giovare delle numerose proprietà della propoli, vengono prodotte anche soluzioni prive di alcol. Generalmente si assume un certo quantitativo di gocce al giorno mischiate con l’acqua o con il miele, per rendere più gradevole il sapore, oppure nebulizzate direttamente in bocca. È possibile consumarla anche in compresse, come sciroppo o in aggiunta ad altre sostanze benefiche che ne amplificano gli effetti.

Per l’uso topico, in commercio sono disponibili unguenti e pomate, ma la propoli è anche ingrediente di vari prodotti come colluttori, saponi e dentifrici.

Alcuni la utilizzano anche per inalazione, tramite aerosol o appositi diffusori che permettono il rilascio nell’aria delle varie sostanze volatili e dei principi attivi benefici.

Dove acquistare la propoli

Ormai conosciutissima, la propoli è oggigiorno facilmente reperibile un po’ ovunque: farmacie, erboristerie, negozi specializzati, internet… Forse, però, il prodotto migliore lo si trova ancora dall’apicoltore di fiducia, che fa elaborare la propoli prodotta dalle proprie api o la trasforma lui stesso. Conoscere direttamente i luoghi da cui provengono i prodotti che acquistiamo è spesso garanzia della loro qualità.

Iscriviti alla Newsletter

Resta costantemente aggiornato sulle novità 3Bee.
Le api hanno bisogno di te, non perderti nemmeno un buzz!

Cliccando subscribe accetti la normativa della privacy d. lgs 196/2003 e Reg. UE 2016/67

2018-08-03T16:29:17+00:00 agosto 3, 2018 |
Se non vuoi utilizzare i cookies di cui dispone questo sito, seleziona l'impostazione appropriata sul tuo browser. Se continui a navigare, acconsenti all'utilizzo dei cookies così come indicato nella nostra normativa privacy