In apicoltura, il concetto di primavera è un po’ relativo. Cosa significa? Significa che per le api e gli apicoltori non inizia il 21 marzo, come da calendario, ma può iniziare ben prima. Per questo motivo è molto importante preparare bene le proprie api per l’arrivo della bella stagione. Per far ciò, bisogna partire con largo anticipo.

Il periodo tra gennaio e febbraio prevede sicuramente lo svolgimento di lavori in campo e in magazzino. L’apicoltore deve infatti organizzare l’arrivo della stagione produttiva su più fronti.

I lavori in apiario

In apiario, i controlli più importanti da svolgere in questo periodo riguardano la sopravvivenza delle famiglie, lo stato delle scorte e il livello di infestazione di varroa. In base anche a dove sono situati gli alveari, ci si può già portare avanti con quei lavori che richiedono l’apertura delle casse e un’ispezione visiva più approfondita. Questo infatti sarà possibile nelle zone dal clima più mite, dove le colonie non sono più riunite in glomere. Al nord questo diventa più difficile e si potranno aprire le arnie solo nelle giornate più calde e in tempi ristretti.

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La regina è presente e sta deponendo?

Dove è possibile aprire le  casse, o appena il tempo lo permette, si deve controllare che sia effettivamente presente la regina. Per non esporre troppo la famiglia, si può ricercare la presenza di covata e, soprattutto, uova. Basta questo per capire se la regina è viva a ha iniziato a deporre.

covata e uova api

Importazione di polline e controllo del fondo antivarroa

Un altro segno di una ripresa dell’ovodeposizione è anche l’importazione di polline. Se scorgi delle api che tornano nell’arnia con le cestelle cariche di polline, la regina ha quasi sicuramente ripreso a deporre e la famiglia a crescere. Se nello stesso apiario vedi, invece, che in alcune casse tornano con il polline e in altre no, potresti avere delle famiglie orfane.

In alternativa, si può osservare il fondo delle casse. Se si trovano residui di opercoli scuri, vuol dire che le api hanno iniziato a sfarfallare, cioè siamo in presenza di covata da cui stanno nascendo nuove api.

Valutazione dell’orfanità

L’orfanità di una famiglia può essere valutata anche dal rumore prodotto dalla famiglia  stessa. Un vecchio metodo prevede di dare un colpo alla cassa e sentirne la risposta. Un ronzio più forte e nervoso è prodotto da una famiglia orfana, mentre una famiglia con regina restituirà un ronzio più calmo e leggero.

Monitoraggio della temperatura

Se disponi di un sistema di monitoraggio che rileva anche i parametri interni dell’alveare, soprattutto la temperatura, puoi verificare la ripresa dell’ovodeposizione confrontando temperatura interna e temperatura esterna. Se quella interna rimane costante sui 35°C circa e non segue le oscillazioni di quella esterna puoi stare certo che, aprendo la cassa, troverai covata.

Stato della covata

Stabilito che la regina ha ripreso la sua attività, bisogna poi capire com’è la covata: è compatta o irregolare? Una covata irregolare potrebbe essere causata da una regina vecchia e non più performante oppure da altri problemi, quali patologie o cambiamenti climatici repentini.

In questi casi, bisogna valutare un’eventuale sostituzione oppure un intervento mirato.

Valutare lo stato delle scorte

Un altro importante aspetto da valutare in questo periodo dell’anno è lo stato delle scorte. Le api stanno uscendo dall’invernamento e questo è un periodo molto delicato. Se lasciate senza nutrimento, si può perdere l’intera famiglia, morta letteralmente di fame. Per questo motivo bisogna capire se hanno ancora sufficienti scorte o se è necessario nutrire.

stato delle scorte

Per capire se hanno abbastanza nutrimento per resistere fino alle prime fioriture possiamo utilizzare diversi metodi.

Ispezioni visive

Sicuramente un’ispezione visiva può darti un riscontro diretto e immediato riguardo alla situazione scorte, ma non sempre è possibile aprire le casse e darci un’occhiata senza causare danni alle api. Puoi guardare il fondo delle casse, analizzando i resti degli opercoli. Quelli più fini e solitamente più chiari sono quelli che chiudono le cellette piene di miele. Più questi residui sono interni al nido, più le api hanno scorte. Viceversa, se si trovano alle estremità potrebbe esserci un problema e in breve tempo potrebbero rimanere senza nutrimento perché stanno consumando anche quello dei favi più esterni.

Monitoraggio del peso

Un metodo più sicuro è sicuramente quello di valutare il peso. Nel momento in cui si vede che il peso totale della cassa sta scendendo oltre la soglia limite, si deve nutrire fornendo alle api o panetti di candito o favi di miele parzialmente disopercolato proveniente da alveari sani. Per avere un monitoraggio costante del peso anche delle postazioni più lontane da casa puoi utilizzare un sistema di bilance per il controllo da remoto, che ti tiene costantemente aggiornato sulla “situazione scorte” e ti aiuta a capire quando è il momento di intervenire.

Svernamento e infestazione di varroa

Le valutazioni da fare non si fermano qui, però. In questo periodo si iniziano anche a tirare le somme dell’invernamento. Quante famiglie sono sopravvissute? Quante famiglie sono orfane? Quali sarà necessario riunire? In questo momento si inizia così a progettare i lavori che verranno svolti nei prossimi mesi.

fondo antivarroa

Altro importante esame è quello dell’infestazione di varroa. Il fondo antivarroa ti permette di controllare le cadute spontanee del parassita. Sappiamo bene che un numero eccessivo di varroa caduta è sintomo di un’infestazione importante, che diverrà ingestibile nel momento in cui la famiglia riprenderà la crescita a pieno ritmo. Una famiglia troppo infestata è destinata al collasso e potrebbe danneggiare anche gli alveari vicini. Per questo motivo bisogna prendere le dovute misure per arginare il problema. Di certo bisogna considerare i trattamenti invernali e come sono stati eseguiti ed eventualmente valutare di farne uno tardivo .

I lavori in magazzino

Il lavoro dell’apicoltore per prepararsi all’arrivo della primavera non finisce qui. C’è anche tanto da fare in magazzino. Questo è il momento dell’anno in cui si decide di quale materiale si avrà bisogno per la nuova stagione. Gli apicoltori valutano il numero di arnie e di melari in possesso e, in base ai piani di crescita e alle necessità delle singole postazioni, si decide di acquistare nuova strumentazione o per sostituire le casse più vecchie e malandate oppure per ospitare nuove famiglie. Questo ragionamento viene applicato su tutto il magazzino, quindi anche sugli attrezzi per la smielatura e per la movimentazione degli alveari.

fogli cerei

Importante è anche controllare tutti i telaini. Ce ne sono a sufficienza o no? Quelli avanzati dall’anno precedente sono in buone condizioni oppure sono stati distrutti dalla tarma della cera? Bisogna comprare nuovi fogli cerei e se sì, quanti e di che tipologia? In alcuni casi, l’apicoltore utilizza la cera d’opercolo oppure di favi non più utilizzabili per creare nuovi favi da far costruire alle api. Sciogliendo la cera e sterilizzandola, si creano nuovi fogli cerei da attaccare ai telaini in legno.

Tra la strumentazione di cui potresti avere bisogno per migliorare la gestione della tua attività si trovano sicuramente i dispositivi per il monitoraggio da remoto degli alveari. Questi sistemi non sono utili sono durante la stagione produttiva per controllare il livello di produzione e capire quando è necessario aggiungere o togliere melari. Sono validi supporti anche durante i mesi invernali, come abbiamo visto, per la valutazione dello stato delle scorte e per il controllo interno dello stato dell’alveare. I sistemi 3Bee possono fare la differenza tra un apiario produttivo e uno no, ti permettono di limitare le perdite in termine di produzione e di alveari morti e ti consentono di gestire al meglio il tuo tempo.

 

 

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