Quando si decide di intraprendere, per hobby o per professione, l’attività dell’apicoltore, una delle prime domande che bisogna porsi è sicuramente questa: dove posiziono i miei alveari?

Potrebbe sembrare una questione facile da risolvere: allestisco l’apiario lì dove ho lo spazio per farlo. In realtà, ci sono alcune linee guida che, se seguite, permettono di scegliere la postazione ideale per aiutare in ogni modo possibile le proprie api a produrre miele e a mantenersi in salute.

Apicoltura nomade o stanziale?

La prima considerazione da fare è che tipo di apicoltura si vuole praticare: nomade o stanziale? Nel primo caso, le postazioni vengono scelte in base al tipo di fioritura che si vuole inseguire. Nel secondo caso, bisogna tener conto di tutta una serie di fattori legati al fatto che quella postazione rimarrà praticamente fissa.

Il luogo perfetto per il proprio apiario

Idealmente, bisognerebbe scegliere un luogo in cui sono disponibili sufficienti risorse nettarifere per lo sviluppo e la crescita delle colonie. È però molto difficile trovarne uno che abbia fioriture per tutto l’arco di primavera ed estate. Per questo motivo può essere utile considerare l’eventuale spostamento in altre postazioni, anche solo per limitati periodi di tempo. 

Da cosa stare lontani

È importante che l’apiario venga installato lontano da strade trafficate, da fonti di rumore e vibrazioni troppo forti e da elettrodotti. Tutti questi elementi disturbano la vita e lo sviluppo della colonia. Bisogna comunque evitare di posizionare le proprie arnie nei pressi di campi coltivati a monocolture, dove si pratica agricoltura intensiva.

Vento e umidità 

Ci sono poi alcuni accorgimenti che è utile tenere a mente. Luoghi troppo ventosi o dove c’è un eccessivo ristagno di umidità sono vivamente sconsigliati. Troppo vento non solo disturba le api, contribuendo a innervosirle e ad aumentarne l’aggressività, ma riduce la produzione di nettare. Per contro, troppa umidità favorisce l’insorgenza di micosi e patologie.

L’importanza delle fonti d’acqua

Ottimo sarebbe avere delle fonti di acqua nelle vicinanze dell’apiario. Le api, infatti, necessitano dell’acqua per poter allevare la covata e per favorire la termoregolazione interna dell’alveare. Ovviamente non si può escludere una buona postazione solo perché non c’è una qualche fonte d’acqua in zona. In questo caso, si può ovviare al problema posizionando apposite bacinelle e abbeveratoi.

Piante caducifoglie

Un altro elemento da ricercare è la presenza di alberi caducifoglie sotto cui posizionare le arnie. Questo tipo di vegetazione è davvero ottimale, in quanto permette di avere ombra d’estate, evitando così eccessivi surriscaldamenti degli alveari, ma nel contempo in inverno i raggi del sole possono scaldare le famiglie senza essere ostacolati e schermati da fronde sempreverdi. Anche in questo caso, però, si può intervenire “artificialmente” creando tettoie o ripari per proteggere le api dalla calura estiva o sistemi di coibentazione per il freddo.

Ritorno in discesa

Altro astuto accorgimento, conosciuto fin dai tempi antichi, è quello di preferire postazioni che si trovano al di sotto della fonte nettarifera da cui attingono le api. In tal modo, saranno più leggere durante il volo in salita e agevolate nel volo di ritorno a casa, quando sono cariche di nettare e quindi più pesanti.

Distanza da casa

bilancia per alveari apimell 2019

Non da ultimo, non si può non tenere in considerazione la distanza dalla propria abitazione. Inutile dirlo: più l’apiario è distante, più benzina e tempo si “sprecano”. Per questo motivo, può essere utile scegliere un luogo vicino a casa propria o utilizzare sistemi che permettano il monitoraggio da remoto degli alveari. In tal modo, si può controllare giornalmente l’andamento delle famiglie e decidere qual è il momento più opportuno per programmare una visita.

Posizionare le arnie

Una volta trovato il luogo perfetto, non resta altro che portarci i propri alveari. Eh no, non è così semplice! Anche qui ci sono svariati aspetti di cui tener conto.

Esposte a mezzogiorno

Sicuramente è importantissimo che le arnie siano rivolte a sud e che siano esposte al sole almeno nelle ore mattutine. Questo favorisce la ripresa dell’attività delle api. Ottimo sarebbe se ricevessero luce anche nel pomeriggio, soprattutto d’inverno.

Contrastare il fenomeno della deriva

postazione arnie

Dopo aver scelto la direzione, bisogna considerare il posizionamento vero e proprio. Sistemare le arnie in un’unica lunga fila può essere controproducente perché favorisce il fenomeno della deriva. Di cosa si tratta? In poche parole, quando l’ape torna dal volo di bottinamento non riconosce più l’arnia da cui è partita e tende così a concentrarsi verso quelle più esterne. Questo porta alla creazione di squilibri all’interno dello stesso apiario: ci saranno alcune famiglie più popolose e produttive e altre meno. Inoltre, questo fenomeno può causare la diffusione di malattie e la perdita di regine di ritorno dal volo di accoppiamento. Siccome l’apicoltore “perde” molto tempo per rendere uniformi le famiglie di uno stesso apiario in modo tale da avere meno problemi di gestione, bisogna cercare di evitare in ogni modo di favorire la deriva.

Per questo motivo, è utile posizionare le arnie lungo linee curve, a semicerchio, in cerchio, a ferro di cavallo, a L o a S. Inoltre, bisogna avere l’accortezza di disporre le cassette in modo da intercalarne i colori per non confondere ulteriormente le api. Altra buona pratica è quello di disegnare sulla facciata anteriore dell’arnia delle forme facilmente riconoscibili agli occhi delle api, magari anche di colore diverso. È stato appurato che le api distinguono più facilmente figure come la X, il cerchio, l’asta e il quadrato vuoto. Un’altra opzione è quella di lasciare quanti più punti di riferimento possibile: una pianta, una roccia, arbusti di vario tipo permettono all’ape di orientarsi al meglio.

Attenzione alle distanze

Altre accortezze da tenere a mente riguardano la distanza da terra e fra le arnie stesse. Non bisogna posizionarle troppo vicino al suolo perché altrimenti si favorirebbe il ristagno di umidità. L’opzione migliore è quella di metterle a un’altezza tale da facilitare anche le ispezioni e gli interventi per non causare eccessiva fatica per l’apicoltore. Generalmente, inoltre, le arnie devono essere posizionate a 35-40 cm l’una dall’altra e, se disposte in file, deve esserci una distanza di almeno 4 m. In generale, si consiglia sempre di non avere apiari che eccedano di molto le 50 unità. Infine, è necessario evitare ostacoli davanti alle porticine di volo, siano essi erba alta, arbusti o elementi di altra natura. Questi ovviamente disturbano le api e il loro lavoro.

Valutazioni

È indubbio che l’apicoltore deve anche valutare la postazione migliore per il proprio lavoro. Come abbiamo detto, idealmente non dovrebbe essere troppo lontana da casa. Tuttavia, non è l’unica considerazione da tenere a mente. Gli alveari devono essere installati in luoghi facilmente accessibili anche con i mezzi. Trasportare arnie e melari pieni non è di certo una passeggiata e bisogna tenerne conto per evitare fatiche eccessive e problemi legati alla movimentazione delle arnie. Inoltre, bisogna cercare un luogo che non crei troppi problemi durante il lavoro. Si dovrebbero quindi evitare postazioni troppo in pendenza o dove c’è poco spazio di manovra.

Rispetto delle regole normative

Infine, anche se non meno importante, è assicurarsi di installare il proprio apiario nel pieno rispetto delle norme vigenti. La normativa nazionale prevede che un apiario debba essere collocato a non meno di 10 metri da strade di pubblico transito e a non meno di 5 metri dai confini di proprietà pubbliche o private. Nel caso fossero presenti dislivelli di più di 2 metri o muri, siepi o altri ripari alti più di 2 metri, vengono meno gli obblighi sopracitati. Inoltre, gli apiari devono distare più di 1km da impianti industriali saccariferi (art.8, legge 24 dicembre 2004, n. 313). Per quanto concerne, invece, la distanza fra apiari, la legge lascia facoltà alle regioni di determinarla in un raggio massimo di 200 metri (per apiari composti da almeno 50 alveari). Ogni regione ha quindi stabilito il limite in maniera autonoma.

Migliorare la gestione della propria attività con i sistemi di monitoraggio da remoto

Scegliere quindi la postazione per il proprio apiario non è certo da prendere sottogamba. Il luogo in cui si vengono a trovare le api può influenzare considerevolmente il loro sviluppo e la loro attività. Non sempre è facile capire dove sia meglio stabilire le proprie api. Per questo motivo può essere utile fare affidamento a sistemi di monitoraggio da remoto. Con tali dispositivi si può seguire lo sviluppo della famiglia, il livello di importazione e la produzione. Si possono valutare parametri come temperatura, umidità e potenza del vento in tutti i periodi dell’anno. Se si hanno gli apiari lontani, si può calcolare il momento migliore per eseguire un intervento o un’ispezione. Inoltre, grazie ad analisi delle immagini satellitari, si può valutare il potenziale mellifero dell’areale dell’apiario nel raggio di 1km.

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