Il 2021 ha segnato un tragico primato: la produzione dei mieli primaverili, fra cui i famosi acacia e agrumi, ha subito una riduzione del 90% rispetto alle medie degli scorsi anni. Il danno è ancora maggiore se teniamo conto che il miele di acacia e quello di agrumi solo le principali produzioni da reddito degli apicoltori italiani. L’azzeramento delle produzioni di miele primaverile ha obbligato gli apicoltori a effettuare nutrizioni di emergenza per evitare stress nutrizionali e perdita delle colonie. Questo si è tradotto in un’ulteriore perdita per gli apicoltori.

Problemi produttivi nel Nord e Sud Italia

Nelle regioni centro-settentrionali si sono verificate gelate anomale nel mese di aprile, quando le piante erano in piena ripresa vegetativa. Queste gelate hanno compromesso lo sviluppo dei fiori e, di conseguenza, la raccolta del nettare da parte delle api. Infatti, i fiori giunti a fioritura sono stati pochi e quei pochi superstiti hanno prodotto scarsissimo nettare a causa delle basse temperature e del vento persistente. Anche grazie alla rilevazione delle bilance, si è notato che, nei casi più fortunati, un alveare ha prodotto fra 500g e 1kg di miele contro i 20gk di media degli anni passati.

Nel Sud Italia si è registrata una situazione molto simile. Da metà febbraio il clima è diventato più freddo e secco, complici le scarse precipitazioni e il vento. Questo ha danneggiato enormemente la fioritura degli agrumi e, di conseguenza, anche la produzione di miele.

Un  clima impazzito

La stagione produttiva 2021 non è un caso isolato. Negli ultimi anni è sempre più difficile produrre miele a causa di fenomeni atmosferici estremi dovuti principalmente ai cambiamenti climatici. Negli ultimi cinque anni si è assistito infatti a un calo repentino della produzione a seguito di ritorni di freddo anomali, come è avvenuto nel 2019 con la produzione di acacia completamente azzerata.

Antropizzazione e riduzione degli habitat

Oltre al cambiamento climatico, antagonista per eccellenza, anche l’antropizzazione è una causa importante della riduzione di produzione e del peggioramento delle condizioni di vita di tutti gli alveari. Negli ultimi anni l’habitat dei nostri insetti e i pascoli nettariferi stanno diminuendo a causa della cementificazione selvaggia e di una agricoltura basata sulla monocoltura e sulla perdita di biodiversità.

Cosa fare concretamente ora: un nuovo progetto 3Bee

Noi di 3Bee abbiamo sempre un’attenzione particolare per quelli che sono i bisogni dei nostri apicoltori. È questo il punto di partenza per ogni nostro progetto: ascolto e confronto per trovare una strada concreta, utile e nel contempo facile percorrere. Parlando con gli apicoltori abbiamo notato quanto le problematiche legate al clima e la progressiva perdita di biodiversità collegata a un impoverimento degli habitat naturali siano questioni centrali per il settore apistico. Questi eventi avversi colpiscono sia gli apicoltori nel loro lavoro sia le api, che si ritrovano pascoli sempre meno ricchi da cui raccogliere nettare e polline per la loro sopravvivenza.

Da questi punti fermi è partita una riflessione profonda su cosa fare per realizzare un’iniziativa concreta che possa davvero aiutare api e apicoltori. Abbiamo alzato un po’ l’asticella, cercando di farci promotori di un cambiamento ancora più incisivo. Questo è stato il punto di partenza per un nuovo progetto, che ci vede ancora al fianco di apicoltori e di insetti impollinatori.

È nato così il progetto Oasi tutto made in 3Bee.

 

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