Abbiamo parlato a lungo dei benefici del miele, che sono tantissimi, ma quanti di noi ogni giorno mangiano il miele, magari spalmato su una bella fetta di pane o sciolto in una calda tisana?  Dovremmo un po’ tirarci le orecchie perché i numeri non sono certo dalla nostra parte! I dati sul consumo di miele in Italia parlano chiaro: ogni anno ne mangiamo in media 500g a testa, il 35% in meno rispetto alla media europea!

Ma sapremmo dire da dove proviene questo miele?

I dati del miele nel mondo

miele nel mondo

Dati FAO

Per capire un po’ meglio la situazione nel nostro Bel Paese, dobbiamo però fare un passo indietro e dare uno sguardo a quello che invece succede nel resto del mondo.

Secondo i dati FAO, la produzione mondiale di miele nel 2018 è pari a ben 1,86 milioni di tonnellate. Di questi, il 49% è prodotto in Asia, seguita subito dopo dall’Europa (21%) e dal continente americano (18%). Analizzando più a fondo i dati, scopriamo che i principali produttori a livello mondiale sono rispettivamente Cina, con 543 mila tonnellate di miele, Turchia (114 mila) e Argentina (76 mila). Forte della sua enorme produzione, la Cina figura anche tra i principali esportatori di miele, per un valore totale di 211 milioni di euro. (Dati Ismea)

L’Unione Europa è il secondo produttore mondiale di miele, ma le sue 230 mila tonnellate non bastano a soddisfare tutta la richiesta interna. L’Europa, infatti, è autonoma solo per il 60%! Il restante miele lo importa tutto da Cina e Ucraina (Dati UE). In linea di massima, l’UE importa più miele di quello che esporta.

Il miele in Italia

miele in italia

Parlando di miele in Italia, troviamo un andamento molto simile a quello europeo. L’Italia è il quarto paese europeo per numero di alveari, ben 1,2 milioni per un totale di 45.000 apicoltori. La produzione totale annuale è stimata essere attorno alle 22.000 tonnellate. Tuttavia, a livello mondiale l’Italia risulta essere il sesto paese importatore di miele! La domanda interna, infatti, è di gran lunga superiore alla capacità produttiva e per questo motivo si è costretti a far ricorso al miele importato da altri paesi. Solo nel 2018, è stato registrato un aumento delle importazioni di miele di circa il 18%! Secondo i dati Coldiretti, il consumo di miele in Italia è aumentato di oltre il 5% negli ultimi anni, ma molto del miele è straniero. In particolare, proviene dalla Cina e dell’Ungheria.

Ma perché è così tanto il miele straniero nel nostro mercato interno?

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Calo drastico della produzione di miele in Italia

miele favo

Una delle prime spiegazioni va sicuramente cercata nel calo drastico della produzione di miele in Italia. La stagione appena passata, lo sappiamo bene, non è stata clemente né al Nord né al Sud. Nel nostro paese, le tipologie di miele più importanti, tra le 50 differenti varietà disponibili, sono sicuramente il miele di acacia e quello di agrumi. Coldiretti ci dice che quest’anno la produzione di miele di acacia e di agrumi è calata del 41%! In totale, questo si traduce in una perdita di 73 milioni di euro. Basta guardare qualche stima circa la produzione media per alveare per spaventarsi. Nel 2019 in Lombardia, ad esempio, un alveare ha prodotto all’incirca 1,5kg di miele di acacia in tutta la stagione produttiva (dati Osservatorio Nazionale del Miele)! Contando che, nelle migliori condizioni, un alveare ne potrebbe produrre più di 30kg, capiamo quanto questi numeri siano desolanti.

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Miele a prezzi concorrenziali

miele

Un’altra motivazione del trend che si riscontra nel nostro paese è legata ai prezzi estremamente competitivi del miele di importazione. Emblematico è il caso del miele cinese. La Cina ha visto una costante crescita della sua produzione di miele e il settore non sembra essere colpito dalle problematiche che invece interessano gli altri paesi. Inoltre, il prezzo di vendita del miele proveniente dalla Cina è molto basso e questo spinge a preferire la convenienza a discapito della qualità del prodotto. La legislazione italiana ed europea è infatti molto stringente nella definizione di quello che è da considerarsi miele. Molto spesso il miele estero non rispetta questi canoni di qualità. Ad esempio, in Cina sono ammesse le coltivazioni OGM, che invece nel nostro paese sono vietate.

Chi consuma miele in Italia?

consumo miele in italia

Dati Nielsen Consumer Panel

Abbiamo visto che noi italiani non siamo grandi consumatori di miele. Ne mangiamo circa 500g a testa ogni anno, sia esso italiano o straniero. Lo mangiamo sia direttamente che indirettamente, ad esempio nei prodotti dolciari. La tipologia più richiesta e famosa è sicuramente il miele di acacia, che tuttavia non sta passando un bel momento a causa di primavere tendenzialmente fredde e piovose.

Il 2018 non è stato un buon anno per il miele in Italia: dopo 3 anni di incremento degli acquisti, hanno subito un significativo ridimensionamento. Le regioni del Nord Ovest e del Centro sono quelle che hanno visto, negli anni passati, un maggior aumento dei consumi.

Tra i maggiori consumatori, troviamo le famiglie composte da persone anziane, seguite subito da famiglie con figli che hanno più di 18 anni e da anziani single. I single, le coppie giovani  e le coppie con figli piccoli sono invece quelli che consumano meno miele e che hanno ridotto sensibilmente il suo acquisto.

I luoghi dove la maggior parte di noi italiani si rifornisce di miele sono il supermercato, l’ipermercato e il discount. Non si hanno tuttavia dei dati certi relativi alla vendita diretta, più difficile da tracciare (dati Ismea).

Ci salvano le etichette e i produttori locali

apicoltore api

Per quanto riguarda il consumo di miele in Italia, dunque, potremmo fare di meglio. Il consumo pro capite annuo dei nostri vicini tedeschi raggiunge addirittura il chilo e mezzo! Quello che ci tutela molto sono le etichette, dove è obbligatorio indicare la provenienza del miele, specificando se ci troviamo davanti a “miscela di mieli non originari della CE” o a “miscela di mieli originari e non originari della CE”.

Se però vuoi avere la certezza della qualità e della genuinità del miele che acquisti, il modo migliore è rivolgersi direttamente ai produttori locali. In questo modo avrai la possibilità di parlare direttamente con chi cresce le sue api giorno per giorno e potrai gustare la prelibatezza del loro lavoro quotidiano.

Mangia il miele del tuo alveare

Se però non ti è così facile trovare il tuo apicoltore di fiducia o sei curioso di provare le tipicità di ogni regione e nel contempo vuoi fare qualcosa di concreto per supportare queste incredibili apine puoi adottare un alveare monitorato con la tecnologia 3Bee! Scegli sulla mappa l’apicoltura che più preferisci e seleziona l’alveare e il miele da te preferito. Grazie all’adozione di un alveare potrai supportare l’apicoltore e il suo lavoro, seguire a distanza lo sviluppo e la crescita dell’alveare direttamente sul tuo cellulare e a fine stagione apistica riceverai a casa tua il miele da te scelto e potrai gustarlo in tutta la sua genuina bontà!

Scegliere un alveare è anche un ottimo regalo per le persone che ami: non solo farai del bene all’ambiente, ma lascerai tutti a bocca aperta! Scegli il tuo alveare!

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