L’importazione di miele, soprattutto di dubbia qualità, è una tematica scottante. L’arrivo sugli scaffali dei supermercati di miele estero, venduto a prezzi stracciati, mette infatti in difficoltà i produttori locali. Questi infatti non possono concorrere contro i prezzi della grande distribuzione. Ma qual è davvero la situazione attuale del mercato?

Il mercato del miele in Italia e nel mondo

L’apicoltura italiana registra una costante diminuzione della produzione apistica. Tuttavia, in Italia dal 2015 al 2019 la spesa per gli acquisti domestici di miele è cresciuta dell’8,8% a fronte di un incremento del 4% dei volumi (Dati ISMEA,2020).

A livello europeo l’Italia è il quarto paese per numero di alveari (1,6 milioni). Segue infatti Spagna (3 milioni di alveari), Romania e Polonia (rispettivamente 2 e 1,7 milioni di alveari). A livello mondiale, la Cina domina il mercato con 543 mila tonnellate prodotte, circa il 29% della produzione mondiale. È seguita dalla Turchia con 114 mila tonnellate (11% la sua quota mondiale).

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Cina, trend di produzione in crescita costante

In controtendenza rispetto all’Europa, dove si assiste a una flessione produttiva significativa dovuta a cambiamento climatico, patologie, uso di fitofarmaci, in Cina l’aumento della capacità produttiva è costante. Questo le ha consentito di diventare il maggior importatore in Europa con 80.000 tonnellate. Questo è pari al 39% delle importazioni totali di miele extra UE.

Miele cinese contraffatto e di dubbia qualità?

L’invasione di miele asiatico a un prezzo stracciato (1,24 euro/kg in media) non solo preoccupa il mercato europeo, ma anche quello americano. Negli USA migliaia di apicoltori hanno intrapreso azioni legali contro i maggiori importatori, accusandoli di vendere miele contraffatto.

Anche l’Honey Authenticity Project, organizzazione americana che lotta contro la contraffazione del miele, denuncia che l’aumento del 128% delle importazioni della Cina a seguito di un aumento degli alveari poco significativo è un grave campanello di allarme. Si stima che circa un terzo delle importazioni mondiali di miele potrebbe essere contraffatto.

miele estero e italiano

Oltre alla quantità, anche la qualità del miele importato è discutibile. Indagini condotte da Test- Achats, associazione dei consumatori belgi, su 36 campioni di miele per lo più provenienti dall’Asia e dall’America latina evidenziano che buona parte dei nettari analizzati sono stati surriscaldati. Questo semplice sistema viene utilizzato per dare omogeneità a miscugli di qualità diverse di miele. Ciò va a scapito, però, delle caratteristiche del prodotto e della sua longevità. Un grave problema riguarda inoltre la presenza di residui di antibiotici in due terzi dei campioni, farmaci rigorosamente vietati in Europa, ma utilizzati in alcuni paesi extra-UE.

Controlli coordinati a livello europeo

Dal 2015 la Commissione europea ha avviato un piano di controllo coordinato al fine di evitare la diffusione di miele adulterato sul mercato unico. Da allora, sono state effettuate numerose verifiche in modo da evitare casi di possibile frode nel settore del miele. Oltre il 30% riguardavano solo la Cina. Infine, un dazio del 17,30% è stato introdotto per tutte le importazioni in Europa di miele dalla Cina.

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Importazioni di miele in Italia

Nel 2020 l’Italia ha importato ventimila tonnellate di miele superando la produzione interna di circa tremila tonnellate. Importante è quindi incoraggiare la produzione locale, molto diversificata e di alta qualità. In alternativa, ci si può orientare verso paesi che presentano standard qualitativi più alti e una maggiore sicurezza alimentare.

Programmi per tutelare la produzione nazionale

Per contrastare la crescente importazione di miele estero e di scarsa qualità è sì necessario un intervento istituzionale, ma sono sorte anche tante iniziative locali per la valorizzazione del prodotto miele. Una fra queste è “Adotta un alveare 3Bee“. Questo progetto mira a far conoscere le realtà apistiche italiane, anche di piccole dimensioni, a un bacino di clientela nazionale e anche europeo. L’apicoltore dotato dei sistemi di monitoraggio da remoto 3Bee può mettere il proprio profilo online sulla piattaforma di vendita e far conoscere il suo miele locale e di qualità a tutti. Questo permette di conoscere più a fondo le realtà apistiche italiane e la grande varietà di produzione di miele della penisola. Valorizzando al massimo il prodotto nazionale si può aumentare la consapevolezza del consumatore, guidandolo nelle sue scelte di acquisto e preservandolo da un prodotto sì di prezzo inferiore, ma che può essere anche dannoso.

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Questo articolo è stato scritto da Roberto Borella, apicoltore ed esperto apistico, laureando in scienze agrarie

 

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