Monitorare la varroa è estremamente importante per gli apicoltori. Per quali motivi questo acaro è così pericoloso? Cosa fare per valutare il livello di infestazione di un alveare?

La varroa, il peggior nemico dell’apicoltura moderna

L’arrivo della varroa nel 1967 ha cambiato drasticamente l’apicoltura in Europa. L’Ectoparassita originario di Apis cerana può essere considerato il peggior nemico dell’apicoltura moderna. Questo temibile parassita si nutre dei corpi grassi delle api durante tutto il suo ciclo di vita e può provocare danni diretti, come elevata mortalità della covata, disfunzioni fitologiche e istologiche o riduzione della longevità delle api adulte. Sono da evidenziare anche danni indiretti da ricercare in una maggiore vulnerabilità da parte di Apis Mellifera riguardo la proliferazione di virus, tra cui quello delle Ali deformi (DWM) e della paralisi acuta (APV).

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L’importanza dei trattamenti anti-varroa

L’acaro varroa è diffuso in tutto il mondo ad eccezione del continente australiano e di alcune isole scozzesi e norvegesi. È quindi inutile diagnosticare la malattia, in quanto l’acaro è presente in tutti i nostri alveari. Valutare però accuratamente il grado di infestazione durante l’anno può permetterci di salvare le nostre colonie. I trattamenti anti-varroa, infatti, non riescono a eliminare del tutto la presenza del parassita. Consentono tuttavia di mantenere l’infestazione sotto una soglia accettabile che non compromette la produttività e la salute dei nostri alveari.

monitorare la varroa

L’attività di monitoraggio ci consente quindi di verificare l’efficacia dei trattamenti eseguiti. Può inoltre consentire a noi apicoltori di effettuare trattamenti di emergenza o adeguare in modo ottimale le modalità e le tempistiche in un quadro di lotta integrata.

Quanti alveari bisogna monitorare?

In generale la prima domanda che si pone l’apicoltore riguarda il numero di alveari da monitorare. A questo quesito non sempre è facile rispondere. Ciò dipende principalmente dal numero di alveari allevati e dal numero di apiari. È naturalmente impensabile monitorare ogni singola colonia, ma in nostro aiuto studi di lee et al(2010) ci permettono di affermare che il monitoraggio di 8 alveari per apiario ci consente di valutare l’infestazione della postazione in modo sufficientemente rappresentativo.

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Sistemi passivi per monitorare la varroa

Per quanto riguarda invece il tipo di sistema di monitoraggio da utilizzare, possiamo distinguere i sistemi in attivi e passivi. Mentre i primi si basano sul prelievo di api o di porzioni di covata da cui si andranno a estrarre gli acari, i secondi prevedono il semplice conteggio della caduta naturale di varroa. Questi ultimi sistemi richiedono alveari dotati di fondo anti-varroa. L’elevata quantità di tempo necessaria al conteggio giornaliero è ricambiata da una buona precisione nella stima. Studi hanno infatti dimostrato che è possibile stimare il numero di acari nella colonia moltiplicando per 100 ogni singola varroa conteggiata. Ciò implica, per esempio, che una caduta giornaliera pari a 5 acari nel periodo primaverile corrisponde a una infestazione di 500 acari. Questo è un valore già molto pericoloso per l’alveare.

Sistemi attivi per monitorare la varroa

I sistemi di monitoraggio attivi possono invece riguardare la covata maschile o le api adulte. La valutazione dello stato di infestazione può essere determinata ispezionando una decina di celle di covata maschile e il ritrovamento di 3 o più acari dovrebbe allarmare l’apicoltore.

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Il metodo di stima più preciso e utilizzato è il sistema ZAV o dello zucchero a velo. Questo consente di separare più del 92% della varroa foretica dalle api adulte. Il sistema ZAV prevede il prelievo di 300 api (in un recipiente graduato corrispondono a circa 100 ml). Queste vengono travasate in un vasetto con 1-2 cucchiai di zucchero a velo. Il contenitore chiuso ermeticamente deve quindi essere dapprima agitato delicatamente per favorire l’impolverimento delle api. Successivamente viene lasciato riposare circa un minuto e infine agitato vigorosamente per un altro minuto. Questo sistema consente così di separare le api dalla varroa che deve essere successivamente conteggiata. Per determinare la percentuale di infestazione basterà così dividere per 3 il numero di varroe conteggiate considerando che percentuali sopra il 5% richiedono interventi immediati per evitare danni agli alveari.

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Questo articolo è stato scritto da Roberto Borella, apicoltore ed esperto apistico, laureando in scienze agrarie

 

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