“Le api salveranno il pianeta” ma conosciamo davvero le nostre piccole eroine?

Mettiti alla prova! Come? Rispondi a queste domande e scopri cosa ci rivelano alcuni dei più divertenti articoli scientifici sulle nostre amiche api.

Il dolore è sempre soggettivo, un’esperienza del tutto personale, vissuta e conosciuta solo da chi ne è affetto. Eppure esistono diversi tipi di scale di misurazione del dolore. La scala Schmidt, che misura l’intensità del dolore percepito in seguito alla puntura di diverse specie di insetti imenotteri, ne è un esempio. VERO o FALSO?

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VERO. Ebbene sì, l’entomologo Justin Schmidt ha creato una scala del dolore di 4 livelli (con l’apis mellifera che ha un punteggio di 2). Questa scala, però, presenta dei limiti:non considera che l’intensità del dolore varia a seconda della parte del corpo che viene punta. E’ a questo punto che entra in scena Michel Smith, che usa se stesso come cavia in nome della scienza,  procurandosi punture d’ape in 25 diverse zone del corpo e valutandone la dolorosità su una scala da 1 a 10.

 

Secondo lo studio di Smith “Honey bee sting pain index by body location,” , le punture sulla narice, labbro superiore e asta del pene sono le meno dolorose. VERO O FALSO?

FALSO. Le punture più dolorose  sono  state quelle sulla narice (9.0) labbro superiore (8.7) e asta del pene (7.3), mentre quelle sul cranio,  dito medio del piede e  braccio sono state le più innocue (tutte e tre valutate 2.3)

 

Un bzz dalle tue apine,

di Marica