Tutti i lavori che tengono impegnato l’apicoltore nei mesi di luglio e agosto

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Tutti i lavori che tengono impegnato l’apicoltore nei mesi di luglio e agosto

Luglio e agosto sono i mesi più caldi dell’anno. La corsa alle fioriture è praticamente terminata e ormai il periodo di produzione sta volgendo al termine. Tuttavia, il non dover più controllare assiduamente il proprio apiario non significa che l’apicoltore possa battere la fiacca. Questo è un periodo molto delicato in cui vanno svolti lavori decisivi per la salute delle proprie api, ma non solo.

I trattamenti anti-Varroa

Forse una delle attività più importanti di questi mesi è l’esecuzione dei trattamenti anti-Varroa. Come abbiamo visto, luglio è di solito il mese preferito entro cui eseguire i vari trattamenti tampone per contrastare le infestazioni dell’acaro Varroa. Molti consigliano di non intervenire più oltre il 10 agosto per via delle alte temperature e delle difficoltà che si presenterebbero in caso di orfanità. I metodi per preparare la colonia in maniera adeguata per il successivo trattamento prima dell’invernamento sono svariati: dai mezzi bio-meccanici ai trattamenti con acidi organici a quelli con prodotti di sintesi.

Ognuno adotta il metodo che più si adatta alla sua attività ed esperienza. Tuttavia, i più ritengono che il metodo che risulta essere il più efficace sia il gocciolato di acido ossalico abbinato al blocco di covata. Se sei curioso di scoprire di più, leggi il nostro articolo sui trattamenti tampone. In ogni caso, dopo l’esecuzione del trattamento è necessario monitorare accuratamente la caduta della Varroa sul fondo apposito. In questo modo si può valutare con esattezza il grado di infestazione della famiglia per calibrare il successivo trattamento invernale.ossalico gocciolato

 

Ultima chiamata per il cambio delle regine!

Questo è anche l’ultimo momento dell’anno in cui si consigliano interventi in caso di orfanità, di cambio di regine vecchie e di presenza di regine fucaiole. Per poter avere famiglie in grado di crescere e produrre in primavera, bisogna innanzitutto assicurarsi che le api che nascono in questo periodo e che saranno destinate a sopravvivere all’inverno e a prendersi cura della nuova covata primaverile siano in grado di svolgere questo delicato compito. Inoltre, è importante che nell’alveare sia presente una regina in grado di superare la brutta stagione e di riprendere a deporre con l’aumento delle temperature.

Questo è il periodo limite entro cui agire. Nell’alveare, infatti, sono ancora presenti dei fuchi per la fecondazione nel caso in cui si volesse far rifare alle api la propria regina.

Più ci si attarda, minore sarà il loro numero e meno valida sarà la nuova regina. Inoltre, gli ultimi strascichi delle fioriture agevolano ovviamente l’ovodeposizione e la cura della covata. Bisogna anche intervenire prima che le alte temperature e la riduzione del numero di celle disponibili per la covata causino un blocco naturale dell’attività della regina.

Api e melata

Le fioriture più importanti sono ormai passate e il periodo di produzione è ormai finito. Alcuni fortunati, però, riescono ancora a ricavare qualcosa da quello che la natura ci offre con così tanta abbondanza. Questi mesi, infatti, possono vedere le api impegnate nella raccolta della melata, una sostanza zuccherina secreta da insetti che si cibano della linfa degli alberi, da cui poi viene elaborato un miele dalle numerose proprietà benefiche, il miele di melata.miele di melata

Smielatura e conservazione dei melari

Per tutti gli apicoltori, invece, luglio e agosto sono i mesi dedicati alla smielatura. Questa non è altro che l’operazione attraverso cui si preleva il miele dai favi dei melari e, una volta estratto, si lascia a decantare nei cosiddetti maturatori. Il miele, per poter essere smielato correttamente, deve avere un determinato livello di umidità (inferiore al 18%). Se così non fosse, si correrebbe il rischio di fermentazione, rovinando così irreparabilmente il prodotto. Inoltre, bisogna rispettare le tempistiche delle procedure di decantazione, per consentire alle micro impurità (principalmente residui di cera) e alle bolle d’aria di emergere in superficie e facilitare il processo di invasatura.

Una volta terminata la smielatura e svuotati i melari, questi devono essere stoccati e preparati per l’anno a venire. Alcuni, prima di immagazzinarli, preferiscono lasciare che le api si nutrano dei residui di miele al loro interno. Altri, invece, preferiscono lasciarli per usarli come “esca” per far salire più facilmente a melario le api nella successiva stagione produttiva. In ogni caso, prima di lasciarli definitivamente in magazzino per l’inverno, bisogna procedere con i vari interventi per scongiurare il proliferarsi della tarma della cera.  Questi, infatti, garantiscono una corretta conservazione dei melari stessi.

Raccolta della propoli

L’attenzione dell’apicoltore, però, può anche essere concentrata su un altro prodotto dell’apiario, ovvero la propoli. Questo è il periodo dell’anno più indicato per la raccolta di questa portentosa sostanza. La modalità più comoda e diffusa è l’utilizzo di apposite griglie poste tra il nido e il coprifavo. Queste griglie vengono posizionate nelle famiglie con più alta tendenza alla propolizzazione perché stimolano le api a produrne ancora di più. Le api, infatti, sono portate per natura a occludere tutti i fori presenti nell’alveare, in modo tale da proteggerlo. Le griglie, composte da maglie di circa 2-3 mm, sfruttano proprio questa loro tendenza. Una volta riempita considerevolmente la griglia, la si rimuove e la si conserva per qualche ora in frigorifero o in un congelatore, per facilitare così la rimozione del prodotto.

Lotta contro l’afa e i predatori

Il gran caldo mette a dura prova le api, che in questi mesi vengono spesso trovate fuori dall’arnia a fare la cosiddetta “barba”. In questo caso, non è un segno che la famiglia si sta preparando alla sciamatura, ma è un espediente adottato dalle api per soffrire meno il caldo all’interno del nido. Per poterle agevolare nel processo di raffreddamento e ventilazione del nido stesso, è buona pratica accertarsi che siano messe a loro disposizione delle fonti d’acqua (anche fatte ad hoc per questo motivo). Si può fare in modo, inoltre, che l’apiario risulti in una posizione ombreggiata durante le ore più calde della giornata. Per questo può essere utile cambiare di posto le arnie, magari posizionandole sotto degli alberi, oppure coprire in qualche modo i coperchi per evitare un loro surriscaldamento.

calabroneUn’altra problematica, accentuata dalla tendenza delle api a raccogliersi nella parte esterna dell’arnia, è quella dei predatori. È infatti molto comune avvistare vespe e calabroni che si aggirano attorno alle arnie per cacciare le loro prede. Per questo motivo è utile provvedere all’installazione di apposite trappole nei dintorni dell’apiario.

Evitare i saccheggi

Le elevate temperature, infine, spingono l’apicoltore a preferire le ore più fresche per procedere con le rituali ispezioni delle proprie famiglie, generalmente la mattina presto o la sera tardi. Questo è consigliabile non solo per le temperature più sopportabili, ma anche per evitare i saccheggi. Questi, infatti, sono molto comuni in questo periodo dell’anno quando iniziano a scarseggiare le fioriture.

Somministrazione dello sciroppo

Un’altra conseguenza della sempre più scarsa disponibilità di nettare è la necessità di procedere con la somministrazione dell’alimentazione artificiale. L’apicoltore si trova, quindi, impegnato nella preparazione dello sciroppo con il quale dare supporto alle proprie api. L’alimentazione liquida, che a differenza di quella solida del candito è stimolante, simula l’estensione delle fioriture, facendo proseguire l’ovodeposizione della regina e l’allevamento della covata.

Gli ultimi lavori di agosto

Queste varie operazioni tengono impegnato l’apicoltore nel corso di tutto luglio e agosto, mentre, sul finire dell’estate, è costretto a predisporre tutto per un corretto invernamento delle proprie famiglie. È verso la fine di agosto, infatti, che si può iniziare a provvedere al bilanciamento delle famiglie, in modo tale da averle con 4/5 telai di covata. L’omogeneità delle famiglie all’interno di uno stesso apiario è molto importante. In primis, un corretto invernamento permette la sopravvivenza della famiglia, ma anche di avere, in primavera, famiglie più forti e in grado di andare subito in produzione. Inoltre, in questo modo si scongiura il saccheggio e si cerca di mantenere costante le perfomance dell’apiario.

3Bee e il monitoraggio degli alveari

Sapere sempre cosa sta succedendo nei propri alveari può essere decisivo per l’apicoltore. Avere dalla propria un sistema che ti consenta di programmare gli interventi in maniera efficiente e le ispezioni solo quando necessario ti permette di risparmiare tempo e diminuire notevolmente i costi.Arnie e sistemi di monitoraggio HiveTech

Con 3Bee puoi avere sempre sotto controllo i tuoi alveari. In base alle tue esigenze 3Bee può fornirti diverse soluzioni. La bilancia singola misura la variazione di peso mentre la bilancia doppia permette un’analisi più dettagliata di questo parametro. Hive-Tech, invece, composto da una doppia bilancia e da sensori da installare all’interno dell’alveare, controlla temperatura interna, livello di umidità e suoni. Scopri nei dettagli i nostri prodotti e quali sono i vantaggi del loro utilizzo.

 

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2018-08-20T10:43:56+00:00 luglio 31, 2018 |
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