Il “killer” di api di cui parliamo è la sostanza attiva methiocarb, contenuta in prodotti fitosanitari.

La decisione arriva dalla Commissione europea che, attraverso un apposito regolamento firmato il 18 novembre scorso, non ne ha rinnovato l’approvazione all’utilizzo.

I rischi per la salute umana

Vengono così confermati i rischi per la salute umana, in particolare quella dei contadini che ne entrano in contatto attraverso la respirazione durante il periodo della semina, nonostante vengano utilizzati i dispositivi secondo normativa.

L’approvazione da parte della Commissione europea scadrebbe a luglio 2020, ma la decisione è stata presa in anticipo in seguito alla presentazione da parte degli stati membri di un rapporto all’Autorità europea per la sicurezza alimentare.

Si è occupato del caso anche il Comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi.

Secondo quanto dichiarato dall’Autorità, “è stato individuato un rischio inaccettabile per i lavoratori, anche tenendo conto dell’utilizzo di dispositivi di protezione individuale, nonché un rischio elevato per uccelli, mammiferi e lombrichi”.

L’autorità, inoltre, “non ha potuto effettuare la valutazione dei rischi per i consumatori in quanto non è stato possibile portare a termine la definizione dei residui per la valutazione dei rischi nei prodotti vegetali”.

Non potendo dunque escludere in alcun modo anche questa eventualità, il prodotto è stato messo al bando.

apicoltori ed api

Il ruolo decisivo dell’Italia

L’Italia ha avuto un ruolo chiave nel raggiungimento di questa decisione, grazie all’inchiesta della Procura di Udine condotta su diverse centinaia di agricoltori per aver utilizzato tali prodotti nella coltivazione del mais.

Secondo le perizie, commissionate a un pool di esperti, la scomparsa delle api è dovuta proprio a questa sostanza che serve per difendere le piante dai parassiti favorendo un raccolto più abbondante.

L’inchiesta condotta a Udine ha avuto dunque il merito di segnalare la situazione e scoprire il nesso tra la sostanza e i danni agli animali.

Questa ha infatti un effetto deleterio sull’ambiente circostante in quanto viene assorbita dalle api che la trasportano nei loro alveari per poi subirne gli effetti e morire.

Tempi di esecuzione dell’ordinanza

L’UE impone agli Stati membri di revocare le autorizzazioni entro il 2 gennaio 2020, estendendo la tolleranza fino al 3 aprile.

Il ministero ha fissato al 31 dicembre il termine per lo stop alla commercializzazione. Fino al 31 gennaio 2020 viene concessa la possibilità di usare i prodotti fitosanitari revocati per il trattamento delle sementi.

Lo smaltimento dovrà avvenire entro il 29 febbraio e sarà concesso fino al 3 aprile l’uso dei prodotti per un trattamento diverso dalla concia delle sementi.

Fonte: Il Fatto Quotidiano