Guardiamoci nelle palle dei miei cinque occhi e diciamoci la verità: secondo voi è possibile che un’ape come me, guerriera, libera, moderna, possa accettare le ipocrisie borghesi? Mia madre, l’ape regina, mi ha allevata con un ritornello che odio. «Mai fare domande sulle 3 esse: soldi, sesso, salute. Non è chic!». Comodo, eh?

Così credeva di poter evitare la domanda più imbarazzante, alla quale non aveva affatto voglia di rispondere. Ma io, appena promossa esploratrice, non mi sono fatta fregare e sono volata da lei. Pretendevo una risposta, in nome del diritto alle origini.

Chi era mio padre? Quale fuco aveva permesso che fosse sulla Terra la mia piccola, preziosissima vita? Sapevo che non sarebbe stato affatto facile scoprirlo. Perché bisogna ammettere che noi api cerchiamo sempre di trattare i fuchi da… da fuchi, insomma. Loro sono di serie B, rispetto a noi femmine, c’è poco da fare. Io però ero determinata a scoprire la verità, anche fossi stata costretta a sottoporre il mio presunto padre al test del Dna, come del resto hanno dovuto fare un sacco di figli di vip. Chissà, magari anche mio padre era un vip!

Così, sono andata a trovare mia madre, appena rientrata, quando si dice il caso, da un volo nuziale: «Non c’è una madre senza un padre e non c’è un padre senza una madre, e soprattutto senza una relazione tra la madre e il padre», le ho detto. Dovete sapere che mi ero studiata a memoria la frase di uno psicoanalista francese, René Roussillon. Quando si vuole ottenere qualcosa, meglio essere preparati!

angie ape guerriera padre fuco

«Prego?», ha risposto la mamma, fingendo stupore. «Angie, cosa vuoi dirmi? So bene che tra i miei 48.943 figli tu sei senz’altro la più bizzarra, ma non capisco proprio dove tu voglia arrivare questa volta». «Ok, allora te lo chiedo in maniera più diretta: chi è mio padre?». «Benedetta figliola, e cosa vuoi che ne sappia? Ho già fatto chissà quanti voli nuziali… s’incontrano tanti fuchi, sai com’è, io devo fare il mio dovere, ogni volta ce ne sono 12-15 così graziosi, una parola tira l’altra…». «Sì, mamma, ma qui non si tratta solo di parole! Ho diritto di conoscere mio padre». «Tesoro, vorrei aiutarti, ma davvero non posso. Mi ricordo solo che…ah, che bei ricordi!».

Eccola con uno sguardo ebete, gli occhi sgranati. «Posso dirti che in quel periodo ce n’erano tre che ho visto un po’ più di volte degli altri…». «Voglio i nomi!», le ho urlato. James, Furio, Mauro. Vabbé, è già un punto di partenza. Così li ho cercati, tra fiori di lavanda e castagno, e naturalmente, grazie ad alcuni informatori, li ho trovati. Ognuno di loro è stato sottoposto a un fuoco di fila di domande che neppure al commissariato, vi giuro!

James è stato il primo. Elegantissimo, svolazzava, è proprio il caso di dire, di fiore in fiore. «Baby, sei fantastica con quel broncio, te l’hanno mai detto?» è stato il suo approccio. “Senti bello, non credere di intortarmi, io non sono una che si lascia fregare”, ho pensato subito. «Mi scusi, ma lei potrebbe essere mio padre», gli ho risposto. «Tesoro, lo so, sei molto più giovane di me. Ma fidati, l’esperienza è una carta da provare, per una bella esploratrice come te! Rompiamo il ghiaccio con un Martini Cocktail?», sorrideva sornione. «Un che?», «Ginepro e altre cose, che ti posso spiegare meglio in privato». Mi ha fatto pure gli occhiolini!

«Forse lei non mi ha capita. Io intendevo in senso letterale: lei potrebbe essere mio padre, il fuco che ha fatto il volo nuziale con mia madre, l’ape regina!». «Ehilà! Che sorpresa! Una figlia? Darling, ma come posso saperlo? Lo avrai capito, sono un uomo di mondo, un giorno qui, uno là… di api regine ne ho conosciute tante. Tua madre era molto, molto graziosa,  questo lo ricordo bene. Ma prima che tu nascessi, mi trovavo in missione in Sardegna, quindi è impossibile che io sia tuo padre».

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Devo aver avuto un’espressione molto delusa. Lui mi ha sorriso, con tenerezza: «Cucciola, non temere. Anche senza un padre, un’esploratrice come te se la caverà benissimo. Coraggio! Vuoi che ti dica una cosa? Mi sarebbe piaciuto avere una figlia grintosa come te, sai?». Bye bye James.

Ho cercato Furio. «Signorina, mi scusi, ma alle 17 e 54 minuti esatti devo trovarmi dietro i fori di malva. Se ora, alle 17.45, lei mi fa perdere 5 minuti, capirà bene che arriverei tardi, vero?». «Beh, in effetti sì». «Ecco, allora lo vede che la cosa è reciproca? Mi lasci passare». «Aspetti, io devo solo farle una domanda!». «Che genere di domanda? Non mi piacciono gli imprevisti, io segno tutto sulla mia agenda. Se lei è una giornalista, mi chiami domattina alle 6.32 precise, le do 22 minuti di tempo e poi scappo perché alle 6.59 devo trovarmi vicino al laghetto per un appuntamento». «Non sono una giornalista, ma potrei essere sua figlia, se lei ha conosciuto mia madre, l’ape regina…».

«Mi scusi, ma devo chiamare subito il mio avvocato e anche il mio medico di base. Il dato che lei mi sottopone mi turba molto, sono sensibile e potrei averne delle ritorsioni anche sul piano della salute. Io non ho mai fatto voli nuziali senza segnarmi tutti i nomi e le date sulla mia agendina. Mi faccia controllare…come si chiama sua madre? No, cara. E’ impossibile. Nel periodo della sua nascita non stavo tanto bene ed ero a casa di mamma a farmi curare. E ora mi scusi, ma devo andare. Se volo da qui alla quercia in 45 secondi esatti, alle 17.54 non perdo il mio appuntamento con il fisioterapista per quel dolorino all’ala che mi dà tanto disturbo, d’accordo?». Oddio! Non ne posso piuùù! Meglio che questo noioso non sia mio padre!

Rimane Mauro, che sorprese mi riserverà? «No, bella, ti sbagli. Non posso essere tuo padre. Sono per l’amore libero, ma da molto tempo mi piacciono solo le api anziane, che non creano problemi e non procreano più. Il mio periodo da genitore è troppo lontano nel tempo. Tu non devi cercare tuo padre in un fuco, tuo padre è la natura tutta, questo devi capire! Che bisogno hai di uno che poi magari ti tarperebbe le ali? Fai come me: succhia un po’ di nettare, studia delle strategie contro i diserbanti e fregatene delle imposizioni sociali! Le famiglie sono solo gabbie di ipocrisia».

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Così, mi sono rassegnata. Non scoprirò mai chi sia mio padre. Io sono mia!

adotta alveare

 

Thanks to: Ian Fleming e Sean Connery; Carlo Verdone e il suo Furio, Mauro Corona.

 

Sì, sì, è vero, probabilmente qualche cosa non ti torna e hai ragione… Come fa la regina a compiere più di un volo nuziale e come può Angie andare alla ricerca di suo padre, quando sappiamo bene che i poveri fuchi, dopo l’accoppiamento con l’ape regina, muoiono? Angie sarà anche un’ape guerriera e piena di grinta, ma certe notizie sconvolgerebbero anche il più spietato dei calabroni… E poi, che vuoi farci… L’ape regina, a furia di pomparsi solo con pappa reale e con gli anni che passano, qualche colpo inizia a perderlo!

 

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Autore: Giovanna Fumarola