Finanziamenti per l’apicoltura in regione Lombardia

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Finanziamenti per l’apicoltura in regione Lombardia

Finalmente è stato pubblicato l’OCM Miele per l’annata 2018/2019 in Lombardia. Anche gli apicoltori lombardi, quindi, potranno finalmente presentare le loro domande per ricevere agevolazioni per incrementare la loro attività. I fondi totali per finanziare questi interventi ammontano a 642.018,01€.
Scopriamo insieme i punti principali del bando e quali sono le misure da esso previste.

I soggetti beneficiari

Le misure previste dal bando sono 3 (misura A,B e C), ognuna delle quali ha diversi soggetti beneficiari. La misura A è integralmente dedicata alle associazioni di produttori apistici. Le misure B (lotta alla varroasi) e C(razionalizzazione della transumanza), invece, sono specificatamente pensate per i produttori apistici singoli, possessori di partita IVA e con gli alveari regolarmente registrati presso la banca dati apistica. Più avanti vedremo in dettaglio quali altri requisiti sono richiesti.

Spese ammissibili

Le spese ammissibili sono specifiche per ogni misura ed elencate più avanti nell’articolo. In linea generale, si considerano valide quelle corrisposte dal 1° agosto dell’anno apistico in corso entro e non oltre il 30 giugno 2019.

Modalità di presentazione delle domande

Il requisito per poter presentare domanda, oltre a quelli specifici per ogni misura, è il possesso del proprio fascicolo aziendale presso l’Organo Pagatore della Lombardia. Esso può essere costituito o aggiornato gratuitamente presso uno dei Centri autorizzati di Assistenza Agricola (CAA). La domanda deve essere presentata per via telematica, compilando il modulo presente in SisCo, a partire dall’8 novembre 2018 entro e non oltre il 18 gennaio 2019. È necessario procedere alla sottoscrizione della domanda esclusivamente con firma digitale o firma elettronica qualificata o firma elettronica avanzata. Si può presentare una sola domanda di contributo.
La domanda si considera correttamente presentata quando viene rilasciato il numero di protocollo che identifica la pratica.

Documenti da allegare

Alla domanda vanno allegati almeno 3 preventivi di spesa, comparabili tra loro per tipologia di beni, redatti da diversi fornitori indipendenti tra loro. Tutti i preventivi devono essere firmati e timbrati e devono riportare la data di emissione e il relativo periodo di validità. Nel caso in cui si scelga il fornitore che ha elaborato il preventivo più oneroso, la scelta deve essere debitamente giustificata. È ammessa la presentazione di un solo preventivo nel caso in cui ci fossero motivazioni tecnicamente valide a suo sostegno.

Vincoli sui prodotti

Tutti i prodotti che vengono comprati con l’utilizzo degli aiuti devono essere nuovi di fabbrica e presenti presso la sede dell’azienda al momento del collaudo. I prodotti non possono essere venduti o riutilizzati in un altro modo per almeno 5 anni (arnie) o 10 (macchinari e attrezzature). Ogni prodotto deve riportare un contrassegno indelebile e non asportabile (marchio a fuoco, vernici indelebili, targhette metalliche o di plastica).
È vietato cumulare i contributi elargiti con questo bando per le misure indicate con altri finanziamenti erogati per le medesime misure.

 

Vediamo ora più approfonditamente le due misure che interessano direttamente gli apicoltori, ovvero la misura B (lotta alla varroasi) e la misura C (razionalizzazione della transumanza).

Misura B, azione b.3 : acquisto di arnie con fondo a rete

La domanda di finanziamento può essere presentata da produttori apistici con sede in Lombardia, in possesso di Partita IVA e con gli alveari regolarmente registrati secondo le norme attualmente vigenti. In base alla differente sede legale dell’azienda, viene richiesto un diverso numero minimo di arnie. In caso di sede legale in Aree Svantaggiate di Montagna (qui disponibile l’elenco dettagliato), è richiesta la registrazione di 40 alveari. Per tutti gli altri territori, il numero minimo richiesto è 80. Infine, è necessario avere il fascicolo aziendale aperto o aggiornato nel sistema SisCo.

Sono ammesse spese per l’acquisto di arnie con fondo a rete e per i relativi accessori, per il massimo di spesa di 100€ per arnia. Il contributo ammonta al 60% della spesa totale, che deve essere di minimo 2.000€ e massimo 10.000€.

Misura C, azione c.2: acquisto attrezzatura per l’esercizio del nomadismo

Anche in questo caso, valgono i requisiti elencati sopra e qui riportati per comodità. La domanda di finanziamento può essere presentata da produttori apistici con sede in Lombardia, in possesso di Partita IVA e con gli alveari regolarmente registrati secondo le norme attualmente vigenti. In base alla differente sede legale dell’azienda, viene richiesto un diverso numero minimo di arnie. In caso di sede legale in Aree Svantaggiate di Montagna (qui disponibile l’elenco dettagliato), è richiesta la registrazione di 40 alveari. Per tutti gli altri territori, il numero minimo richiesto è 80. Infine, è necessario avere il fascicolo aziendale aperto o aggiornato nel sistema SisCo.

Si ammettono spese per l’acquisto di macchinari per la movimentazione degli alveari (muletti, motocariole, bancali, gabbie, gru, cassoni scarrabili, sponde idrauliche), il costo di installazione di gru, cassoni scarrabili e sponde idrauliche (con relative spese di collaudo se previste). Infine, sono comprese anche le spese per sistemi per il monitoraggio e la gestione telematiche dell’alveare, comprensivi di software applicativo.

Il contributo del finanziamento è pari al 50% della spesa totale, che deve essere minimo di 3.000€ e massimo di 16.000€.

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Per avere maggiori informazioni sul bando, consultare la pagina OCM Miele.

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2018-11-13T12:17:42+00:00 novembre 13, 2018 |
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