FAQ 2018-08-22T07:16:11+00:00

 

Per la nutrizione con lo sciroppo, quale tipo di nutritori è meglio usare? 2018-11-20T13:55:49+00:00

Generalmente si utilizza quello più comodo ai propri scopi.

In linea di massima, il Baravalle permette di somministrare lo sciroppo in qualsiasi momento della giornata, senza dover aprire le casse. La sua struttura non è molto robusta e ha un volumi minore. Può essere una buona scelta per gli hobbisti.

Il nutritore a tasca è invece preferito dai professionisti perché più pratico. Si posiziona all’interno dell’arnia e viene riempito a piacere (max 2,5-3 litri) durante le visite. Può anche essere utilizzato come diaframma, consentendo di acquistare meno attrezzatura e occupare meno spazio in magazzino. Di contro, ha un prezzo superiore al nutritore Baravalle.

 

Quante api si trovano in un’arnia? 2018-11-20T13:44:42+00:00

Il numero di api in un’arnia dipende da alcuni fattori. In primo luogo, bisogna considerare la tipologia di arnia e quindi lo spazio effettivo che uno sciamo può avere a disposizione. Successivamente, in base al periodo dell’anno si avranno più o meno api. In una Dadant-Blatt da 10 favi si può partire a inizio anno con anche un migliaio di api, fino ad arrivare ad 80.000 per le famiglie più forti!Tuttavia, la media si attesta a circa 40.000 individui.

Quando e quali trattamenti si fanno contro la varroa? 2018-11-20T13:36:51+00:00

I trattamenti contro la varroa vengono principalmente effettuati due volte l’anno: il primo tra fine giugno e inizio agosto mentre il secondo va da novembre a fine dicembre. Per quanto riguarda i trattamenti estivi, ne parliamo più approfonditamente nel seguente post:

Cos’è l’amitraz? 2018-11-20T12:49:19+00:00

L’amitraz è un composto organico di sintesi con spiccata attività acaricida. Esso viene infatti utilizzato prevalentemente nell’allevamento di bestiame e in apicoltura per sconfiggere la Varroa.

 

Quanto miele produce un’arnia? 2018-11-20T12:45:58+00:00

La produzione del singolo alveare dipende principalmente da:

  • Forza della famiglia
  • Fioriture presenti nell’areale circostante l’apiario
  • Tipologia di apicoltura (stanziale o nomade)
  • Meteo
  • Esperienza e tecniche utilizzate dell’apicoltore.

Si può andare da 0 a 70kg per alveare per apicoltura stanziale fino a raddoppiare in caso di apicoltura nomade.
Per quanto bravi possiamo essere l’ultima parola è sempre quella del meteo.

Quante arnie servono per vivere di apicoltura? 2018-11-20T12:45:07+00:00

Questo tema è sempre scottante. C’è chi giura di riuscire a vivere con 50 alveari e chi dice di non arrivare a fine anno con 200. In linea di massima, sono molti i fattori che influiscono su questo numero, tra cui:

  • la tipologia di apicoltura che si intende svolgere (stanziale, nomade, convenzionale, biologica)
  • Il target di vendita dei propri prodotti (al dettaglio o all’ingrosso)
  • La gamma di prodotti che si è in grado di offrire
  • I mezzi/spazi/attrezzature che si hanno a disposizione.

Bisogna anche considerare che l’apicoltura dipende moltissimo dal tempo, che può rovinare anche un’intera annata di produzione. Inoltre, lavorare con gli animali significa avere impegni che non seguono i giorni della settimana, oltre ad avere periodi molto intensi e altri meno. Il metodo migliore è iniziare con un numero limitato di alveari, per poi crescere fino al numero ottimale per se stessi e la propria attività. Così facendo si evita di sprecare tempo, soldi e soprattutto di danneggiare gli altri apicoltori circostanti a causa dei propri errori.

Coltello disopercolatore 2018-11-20T11:11:46+00:00

Il coltello disopercolatore si utilizza per rimuovere gli opercoli delle cellette dei favi del melario. Per poterlo utilizzare con efficacia è necessario che le cellette opercolate sporgano leggermente dalla sagoma del telaino. In caso contrario, è preferibile utilizzare una forchetta disopercolatrice. Inoltre, esistono anche dei coltelli elettrici e delle disopercolatrici meccaniche. Questi strumenti permettono di ottimizzare i tempi di disopercolatura.

Come posso fare un nucleo? 2018-11-14T16:36:14+00:00

In base al periodo dell’anno, possono esserci diversi modi di creare un nucleo. Essi vengono però fatti generalmente in concomitanza con periodi di forte importazione. Il più comune e con maggior probabilità di successo prevede di prendere 4 favi di covata (3 con covata opercolata, 1 con covata fresca) e 2 favi di scorte (con anche polline). Successivamente, devono essere messi in un’arnia e scrollarvi dentro due favi di api. Bisogna far attenzione a non trasferire anche la regina: per creare il nucleo bisogna o inserire una regina comprata oppure lasciar fare alle api stesse.

Posso lasciare il miele di melata come scorte per l’inverno al posto del nutrimento artificiale? 2018-11-14T16:08:53+00:00

Il miele di melata è molto ricco di sali minerali (alcuni anche di melicitosio). Per questo, è sconsigliato per l’alimentazione invernale degli alveari in quanto provoca alle api problemi intestinali come la dissenteria. In assenza di adeguate scorte, viene quindi prediletta un’alimentazione artificiale liquida prima dell’inverno, oppure solida (candito) durante l’inverno.

Qual è il metodo migliore per inserire una nuova regina? 2018-09-27T18:02:40+00:00

Prima di introdurre una nuova regina è meglio far “sentire” per qualche minuto l’orfanità alla famiglia. Prima di procedere, bisogna controllare che su tutti i telai non vi siano celle reali. Questo si fa per evitare un’eventuale sostituzione di un’altra regina cresciuta dallo sciame orfano. Qualora vi fossero celle reali, si procede alla loro rimozione. Queste potrebbero anche essere impiegate per la creazione di nuovi nuclei. Una volta create le condizioni ottimali per l’inserimento, si procede posizionando tra i favi l’apposita gabbietta contenente la nuova regina, facendo attenzione che l’apertura sia rivolta a faccia in giù. Successivamente, si programma la prossima visita per constatare l’accettazione non prima di 7 giorni.

Quando devo smielare? 2018-09-27T18:03:32+00:00

Se si vuole produrre un miele monofloreale di solito aspetta la fine della fioritura che si sta seguendo. Se invece si vuole ottenere un miele millefiori si può smielare quando si vuole (meglio se a fine stagione). Il momento migliore per togliere i melari è quando le api hanno opercolato le cellette. In questo caso, l’umidità del miele dovrebbe essere a un livello tale da impedire la fermentazione di lieviti e batteri in esso contenuti. Tuttavia, per avere un miele monoflora di qualità superiore, spesso i melari vengono tolti un paio di giorni prima della fine della fioritura. Per abbattere l’umidità eccessiva del miele si ricorrere quindi a dei deumidificatori da ambiente (quando il miele è ancora nei telaini) oppure ad appositi deumidificatori (quando il miele è già stato estratto).
Prima dell’invasettamento, il prodotto finale dovrà avere un’umidità intorno al 17-18% a seconda della tipologia di miele.

Le miei api stanno consumando il miele nei melari, che faccio? 2018-09-06T15:13:32+00:00

Una volta che il periodo di raccolta è finito è bene togliere i melari quanto prima al fine di evitare la perdita di produzione. Nel togliere i melari bisogna, tuttavia, assicurarsi che vi siano abbondanti scorte nel nido. Qualora fossero presenti in ridotta quantità o totalmente assenti bisogna procedere con nutrimento di sostegno. Se il clima è mite, si somministra lo sciroppo, mentre quando le temperature diurne iniziano a scendere sotto i 10° si dà il candito.

Devo fare il primo trattamento con Apibioxal gocciolato. È meglio nelle ore serali? 2018-08-10T10:52:43+00:00

È meglio applicarlo quando fa caldo e non nelle ore a ridosso della sera per consentire alle api di asciugarsi.

Posso usare lo smalto per le unghie per marcare la regina? 2018-08-10T10:47:27+00:00

È sconsigliato utilizzare lo smalto per unghie per marcare la regina. L’odore troppo forte, infatti, può far sì che le altre api attacchino la regina uccidendola. È preferibile utilizzare un Uniposca o, meglio ancora, una boccettina che contiene uno smalto appositamente prodotto per marcare la regina. Questo prodotto è ancora più sicuro perché non scolorisce. Se invece si opta per un marcatore contenente solventi organici, come precauzione è meglio rinchiudere la regina in una gabbietta da regina chiudendo le estremità con un po’ di candito. Facendo così il solvente avrà tempo di evaporare evitando l’eventuale sua uccisione.

Qualcuno saprebbe consigliarmi un buon testo per tecniche di apicoltura moderna? 2018-08-10T10:43:13+00:00

“Le api”, di Alberto Contessi

“Apicoltura tecnica e pratica”, di Alessandro Pistoia

“Guida pratica di apicoltura”, di Giovanni Bosca

Questi sono quelli più completi.

Mi hanno sconsigliato di somministrare sciroppo ad agosto in modo tale da evitare i saccheggi. Che faccio? 2018-08-10T10:31:23+00:00

Procedere con la somministrazione dello sciroppo quando le fioriture sono ormai passate e c’è poca importazione è molto utile per le api. Per evitare i saccheggi bisogna adottare qualche accortezza, come somministrarlo di sera, evitare di spargerlo attorno alle arnie e darne la giusta quantità in modo tale che non fuoriesca dalle arnie stesse.

Il timolo agisce solo su covata aperta e api o anche su quella opercolata? 2018-08-10T10:25:37+00:00

Il timolo è inefficace in presenza di covata opercolata. Per questo motivo si consiglia di applicarlo ogni 4/5 giorni fino a coprire un intero ciclo di covata. Tuttavia, per molti l’utilizzo solo del timolo non è sufficiente a debellare la Varroa. Si consiglia di utilizzarlo insieme ad altri prodotti oppure di optare per altre soluzioni.

Quando faccio nuovi nuclei devo eliminare le celle reali superflue o lascio fare a loro? 2018-08-10T10:22:24+00:00

Generalmente l’apicoltore elimina le celle meno belle per evitare che nasca una regina più piccola e meno forte. Di solito se ne lascia qualcuna fra le più belle.

Se metto i melari a settembre per far costruire i favi sbaglio? 2018-08-10T10:05:24+00:00

Generalmente il periodo migliore per far costruire nuovi telaini è in primavera e inizio estate, quando c’è molta importazione. In base alle temperature e alle fioriture disponibili si può tentare di inserire un foglio cereo per vedere come rispondono le api. L’importante è ricordarsi di stringere le famiglie per l’inverno e di togliere eventuali fogli cerei o telai vuoti.

Quale procedura adotto per sostituire i favi? 2018-08-10T09:46:12+00:00

È sempre consigliabile sostituire i favi durante la bella stagione, quando le api hanno la possibilità di costruirsi un nuovo telaio a partire dal foglio cereo. Si può poi procedere in due modi. Se si effettua il blocco di covata artificiale per poi eseguire il trattamento con l’acido ossalico, si può eliminare direttamente il favo dove era stata ingabbiata la regina. Altrimenti si può individuare il telaio da eliminare, accertarsi che non ci sia su la regina, spostarlo all’estremità dell’arnia e poi separarlo dagli altri con un diaframma. Al suo posto va posizionato il foglio cereo da costruire, non posizionandolo però al centro del nido per evitare che funga da diaframma. Una volta che sul telaio vecchio non si trovano più api  ne scorte si può procedere alla rimozione.

Sto facendo il blocco di covata. Quando libero la regina? Quando posso trattare? 2018-08-10T09:41:59+00:00

Dopo 24 giorni dal momento in cui la regina è stata ingabbiata, si procede liberandola e trattando nei giorni seguenti (generalmente entro 3-4 giorni). Oppure si può liberare la regina al 21imo giorno e trattare dopo 3-4 giorni. Si ricordi che se si è effettuato il blocco di covata su un telaio (con l’apposita gabbia), quest’ultimo deve venire asportato ed eliminato in quanto ricettacolo di moltissima della Varroa presente nell’alveare.

Sto facendo il trattamento con il timolo, ma non riscontro caduta di Varroa. Perché? 2018-08-10T09:36:51+00:00

Anche se non si riesce a vedere, è quasi impossibile che non ci sia Varroa, quindi è sempre opportuno trattare. Segui le istruzioni scritte sulla confezione del prodotto scelto per il trattamento, facendo attenzione anche alle temperature ideali indicate. Una temperatura troppo bassa o troppo elevata può rendere inefficace il trattamento. Una volta eseguito, non aprire più le casse e controllare solo il fondo. Già il giorno successivo dovrebbero vedersi le prime Varroe cadute. Accertarsi che questo sia completamente pulito uno volta somministrato il trattamento, in modo tale da poter eseguire  un esame visivo corretto. Nel caso in cui ci fossero molte formiche nei pressi dell’alveare, stendere uno strato di vaselina sul fondo anti-Varroa per impedire che le formiche portino via i parassiti caduti, rendendo impossibile così una valutazione dello stato di infestazione.

Cosa succede se lascio su l’apiscampo per più giorni? 2018-08-10T09:07:46+00:00

È possibile che le api, dopo qualche giorno, riescano a risalire a melario. Se risale solo un numero esiguo è possibile allontanarle con la spazzola e procedere togliendo i melari. Se, invece, ne risalissero un numero considerevole, l’intera operazione dell’apposizione del melario verrebbe vanificata. In periodi di carestia, è possibile che la risalita a melario porti al consumo del miele depositato nei favi. Infine, alcuni hanno riscontrato solo la propolizzazione dei buchi dell’apiscampo. In ogni caso, si consiglia di tenere l’apiscampo per non più di 1-2 giorni.

Ho recuperato uno sciame e il giorno dopo non c’era più 2018-08-09T18:01:23+00:00

È possibile che, nel processo di recupero dello sciame, non ci si sia accorti di non aver fatto entrare la regina nel portasciami. Per questo motivo le api potrebbero essere uscite per ricongiungersi con la propria regina. Un’altra spiegazione potrebbe essere il rifiuto, da parte dello sciame, della sistemazione impostagli dall’apicoltore. La cassa poteva essere, infatti, troppo piccola o non gradita alle api. Un’accortezza per facilitare l’accettazione della nuova “casa” è l’aggiunta di un telaio di covata, possibilmente fresca, in modo tale che l’istinto primario delle api di provvedere alla cura della covata le spinga a rimanere lì dove sono state posizionate.

Dopo la decantazione il miele deve essere filtrato nuovamente? La schiuma bianca va tolta? 2018-08-09T17:55:02+00:00

La schiuma bianca che si forma in superficie, generalmente piccoli residui di cera o micro bollicine d’aria, è consigliato toglierla, in modo tale che non vada a emergere nel prodotto già confezionato. Per essere sicuri di averla eliminata tutta, si devono allungare i tempi di decantazione del miele e assicurarsi di avere dei buoni filtri. Alcuni consigliano, invece, di lasciarla nel maturatore e poi raccoglierla in un barattolo per l’autoconsumo o da dare alle api.

Le api mi stanno imballando il nido e non salgono a melario, la regina è presente, ma c’è poca covata. Che faccio? 2018-08-09T17:49:02+00:00

Una spiegazione plausibile potrebbe essere legata al fatto che il nido è troppo largo e la famiglia distribuita su un numero troppo elevato di telai.

Cosa devo fare se le api vanno a bere nella piscina del vicino? 2018-08-09T17:42:54+00:00

Il problema è di non facile soluzione. Le api sono attratte dal cloro e, una volta individuata una buona fonte d’acqua, è difficile che la lascino. Quello che si può fare è o coprire con un telo la piscina per qualche giorno, in modo tale che cambino zona, oppure coprirla sempre con un telo ogni volta che non si usa.
In ogni caso vige la regola del buon senso. Prima di posizionare un apiario in zone abitate bisogna assicurarsi che le api non arrechino danno al vicinato. Se emergono problemi di questa natura è bene evitare qualsiasi tipo di ritorsione da entrambe le parti. Una soluzione potrebbe essere spostare l’apiario di qualche km o fornire per tempo alle api un’adeguata fonte d’acqua.

Perché le mie api hanno costruito un favo intero tra due telaini del melario ed è pure quasi pieno? 2018-08-09T17:38:28+00:00

Potrebbe esserci stato troppo spazio oppure la cera del telaio potrebbe non essere stata di loro gradimento.

L’Apibioxal gocciolato agisce sulla Varroa presente su covata non opercolata? 2018-08-09T17:30:14+00:00

Sì, agisce su covata non opercolata se questa è composta da larva al 1°-2° giorno perché le api passano la sostanza tramite il cibo. Ovviamente, la massima efficacia del trattamento si ha in assenza di covata.

Ho le formiche che mi invado le arnie, che posso fare? 2018-08-09T17:27:44+00:00

Partendo dal presupposto che le formiche non arrecano nessun danno alle api, ci sono alcuni metodi naturali per evitare che queste invadano le arnie. Uno dei metodi più conosciuti è posizionare delle foglie di pomodoro nel coprifavo. Esse, infatti, non le apprezzano particolarmente. Altri, invece, consigliano di mettere il borotalco o la cenere tra il coprifavo e il tetto.

A che distanza porto dei nuovi nuclei? E quanto devo aspettare per portarli nell’apiario principale? 2018-08-09T11:37:12+00:00

I nuovi nuclei vanno spostati, in linea d’aria, dai 4 ai 6 km a seconda della geomorfologia del territorio circostante. Consiglierei di lasciarli per un mesetto nella nuova postazione cosicchè una regina allevata naturalmente possa aver già cominciato l’ovodeposizione. In ogni caso, è preferibile non portarle nel vecchio apiario prima di una settimana.
Se non puoi spostarti perché non hai un’altra postazione allora dopo aver fatto i nuclei chiudi l’entrata dell’arnia per un paio di giorni e poi riaprila: le api a quel punto avranno perso l’orientamento ed i riferimenti della locazione del precedente alveare. Se opti per quest’ultima strategia ricordati di nutrire l’alveare e di effettuare tale operazione preferibilmente in primavera in quanto d’estate potrebbero patire le alte temperature.

Oggi ho trovato diverse celle reali, una opercolata. Che faccio? 2018-08-09T11:27:05+00:00

Dipende se le celle sono centrali al favo o laterali. Nel primo caso sono di sostituzione e vogliono cambiare la Vecchia (può essere il caso in cui non covi bene, per esempio). Se sono laterali è perché, probabilmente, vogliono sciamare. Le più grosse di quest’ultime sono anche quelle che spesso vengono utilizzate per la formazione di nuovi nuclei.

A che ora è meglio togliere i melari? 2018-08-09T11:20:44+00:00

Dipende da che tipo di metodo si utilizza per il prelievo. Se si opta per il soffiatore, si può fare di giorno, magari durante le ore in cui le bottinatrici sono fuori dall’alveare. Se si usa l’apiscampo, si può avere maggiore flessibilità di orario. È comunque consigliabile togliere i melari in momenti in cui si può scongiurare il saccheggio.

Che differenza c’è tra la larva da fuco e operaia? 2018-08-09T11:18:19+00:00

La differenza tra l’uovo da cui nascerà un fuco e quello da cui si svilupperà un’operaia è dovuta al fatto che il primo non è fecondato, mentre il secondo sì. Anche il ciclo di crescita è diverso: un’ape operaia impiega 21 giorni per uscire dall’opercolo, mentre il fuco 24. Inoltre, anche la conformazione delle celle cambia: quella da fuco è più grande e l’opercolo ha forma convessa. Generalmente le celle da fuco si concentrano nelle zone laterali del favo.

Come faccio a sapere che è ora di togliere i melari? 2018-08-09T11:00:56+00:00

I melari vanno tolti quando il miele è maturo, ovvero quando almeno 2/3 delle celle sono opercolate. Per quanto riguarda il momento della giornata più adatto, questo è molto soggettivo. C’è chi preferisce toglierli di giorno, quando le bottinatrici sono tutte fuori dall’arnia, altri invece quando il raccolto scarseggia e preferibilmente verso sera. Anche i metodi utilizzati per allontanare le api dai melari possono influire sulla scelta. L’uso del soffiatore è generalmente preferito di giorno, mentre chi pone l’apiscampo può preferire la sera/notte per scongiurare saccheggi.
Se si vuole avere un miele monoflorale e si teme la contaminazione con altre tipologie di miele, il melario può anche essere prelevato prima, ponendo particolare attenzione alla sua successiva  sistemazione in magazzino e alla sua corretta deumidificazione.

Come si essicca il polline? 2018-08-09T10:54:07+00:00

Per essiccare il polline esistono in commercio degli appositi essiccatoi di diverse dimensioni, da quello portatile a quello fisso destinato a grandi quantità di polline.

Dove trovo i nuclei? 2018-08-08T17:58:57+00:00

Cerca tra gli apicoltori della tua zona quelli che si occupano anche della produzione di nuclei e della loro vendita.

Ho inserito in un nucleo appena fatto una regina acquistata. Verrà accettata? Con che percentuale? 2018-08-08T17:42:56+00:00

Per avere una buona percentuale di accettazione da parte della colonia, bisogna adottare alcuni accorgimenti. La famiglia non deve stare troppo a lungo orfana e, nel caso in cui lo fosse per più giorni, è utile inserire un telaio di covata fresca, per ammansire le api e facilitare l’accettazione. È inoltre necessario eliminare tutte le celle reali e controllare l’assenza di operaie fucaiole. La regina deve essere inserita con apposite protezioni (gabbietta, griglia) in prossimità di covata non opercolata. Dopo 6/7 giorni dopo l’inserimento, controllare se la regina è stata accettata o meno e se c’è presenza di covata. Evitare l’inserimento in periodo di sciamatura o durante un forte raccolto.

Come si fa la fecondazione con l’Apidea? 2018-08-08T17:33:53+00:00

La fecondazione di per sé avviene al di fuori dell’arnia. L’Apidea serve come piccolo sciame per la preparazione alla fecondazione della regina. Nell’arnia, il cui interno deve essere ben spruzzato con acqua, viene inserito un bicchiere d’api, possibilmente giovani e anch’esse spruzzate con acqua, e la cella reale o la regina vergine.  Successivamente vanno chiuse all’interno dell’arnia, da posizionare in un luogo fresco per 3 giorni circa. Dopo la nascita della regina, l’arnia va spostata nella postazione di fecondazione e la porticina di volo deve essere aperta, per consentire il volo nuziale. È importante ricordarsi di prelevare la regina fecondata prima che si verifichi una sciamatura.

Ma le api fanno miele dal fico? 2018-08-08T17:22:15+00:00

No, quello conosciuto come miele di fico è in realtà ottenuto dalla cottura dei fichi.

Il nucleo non ha regina e non riesco a fargliela fare: che faccio? 2018-09-06T15:05:49+00:00

Se la famiglia non riesce a farsi da sola una regina perché non c’è più a disposizione covata disopercolata, si può procedere in due modi. Si può inserire un favo con covata fresca preso da un altro alveare oppure acquistare una nuova regina e procedere con il suo inserimento nell’alveare.

Perché il trattamento anti-Varroa è fatto a luglio/agosto? Cambia da zona a zona? 2018-08-08T17:14:48+00:00

Il trattamento estivo anti-Varroa viene solitamente fatto tra luglio e agosto in concomitanza con l’ultimo raccolto. In questo periodo, infatti, l’importazione è frenata dalla mancanza di fioriture e dal caldo e questo porta anche a una riduzione della covata. Inoltre, proprio per questo motivo, sentono meno lo stress dovuto all’ingabbio della regina.

Testa di morto: fa danni, è pericolosa? 2018-08-08T17:11:46+00:00

La falena sfinge testa di morto penetra di notte negli alveari di Apis mellifera per cibarsi del miele in essi contenuto. A volte ne mangia così tanto da rimanere intrappolata e successivamente uccisa e propolizzata dalle api. Può rappresentare un problema perché resistente al veleno delle api ed è capace di rendersi chimicamente invisibile alle api una volta all’interno dell’alveare. Tuttavia, in Europa non rappresenta una grande minaccia per l’apicoltura, non essendo così diffusa.

Fiori e api 2018-08-08T15:53:36+00:00

Ci sono molti fiori che sono utili per le api, sia come fonte di nettare sia per il polline che mettono a loro disposizione. Non sempre i fiori più belli o vistosi sono quelli preferiti dalle api. Leggi il nostro articolo in cui affrontiamo il discorso https://www.3bee.it/fiori-piante-api/

Gli apicoltori sono immuni alle punture? 2018-08-08T15:49:25+00:00

Non tutti gli apicoltori sono immuni alle punture delle api. Alcuni sono particolarmente sensibili e sviluppano reazioni più o meno allergiche. In questo caso è utile rivolgersi al proprio medico e prendere le giuste precauzioni.

Come faccio a calibrare il rifrattometro? 2018-08-08T15:30:22+00:00

Prima di tutto, accertarsi che il rifrattometro non sia autocalibrante.

Ci sono 2 protocolli per tale scopo:

1)Per tarare il rifrattometro bisogna utilizzare il kit dato in dotazione, che consiste in una boccetta di olio diottrico e un prisma. La taratura deve essere eseguita a temperatura ambiente di circa 20°. Applicare l’olio diottrico sulla superficie liscia del prisma, che va successivamente inserito con la superficie liscia a contatto con il rifrattometro e quella opaca con lo sportello mobile. Inserire il cacciavite nella vite di registrazione e ruotarla fino al raggiungimento del livello di 19,2. Per visionare il procedimento vedere il seguente video: https://www.youtube.com/watch?time_continue=93&v=8rJ787zFVOs

2)Per calibrare il rifrattometro basta inserire una goccia di acqua distillata nel rifrattometro e ruotare la vite di registrazione fino a che l’ombra dentro l’oculare non sia fissa sullo 0. Per i rifrattometri digitali, le indicazioni per calibrarli sono riportare nell’apposito manuale.

Cosa faccio quando le api mangiano la cera vicino al filo? 2018-08-08T15:07:40+00:00

Le spiegazioni possono essere svariate:

1)fattori ambientali (scarsa importazione di nettare)

2)fattori interni (attività regina, composizione famiglia)

3)modo in cui sono montati i telaini (qualità e grammatura dei fogli cerei (almeno 120 g), cera non completamente attraversata dal filo di ferro).

Se il foglio cereo è gravemente danneggiato, bisogna rimuoverlo. Per inserire nuovi fogli cerei per farli costruire, ci si deve assicurare di aver montano in maniera adeguata il foglio, assicurandosi che il filo di ferro attraversi completamente la cera, soprattutto nella parte vicino alla cornice di legno. Si può poi procedere con l’inserimento di un telaio alla volta, in modo tale da valutare la risposta e l’attività delle api.

Famiglia fucaiola 2018-08-08T14:52:02+00:00

Quando si parla di una famiglia fucaiola, ci si riferisce o alla regina o alle operaie ovificatrici. Nel primo caso, l’ape regina è rimasta completamente priva di sperma e non può più deporre uova fecondate generando così solo uova maschili. Tuttavia, questa opzione è molto rara essendo di comune pratica apistica il cambio della regina dopo circa 2 anni. Nel caso di operaie ovificatrici, in una famiglia orfana senza più possibilità di allevare una nuova regina le api operaie iniziano a deporre uova non fecondate in ordine sparso, creando la cosiddetta covata gibbosa. In presenza di una famiglia fucaiola, se non si interviene prontamente si perderà la famiglia.

In presenza di operaie fucaiole, introdurre una nuova regina senza giusti accorgimenti è rischioso. Buona pratica è scrollare via tutte le api dai favi lontano dall’arnia e poi introdurre nell’arnia stessa un nuovo favo con covata e una nuova regina. Si può anche provare a inserire un favo di covata, in modo tale che le api inizino ad allevare una nuova regina.

Blocco di Covata: a cosa serve? Gabbietta Cinese? Telaio gabbietta? 2018-08-08T14:44:47+00:00

Il blocco di covata è una tecnica bio-meccanica utilizzata per la lotta contro la Varroa. Impedendo alla regina di deporre uova, si evita che la Varroa si nasconda nelle celle opercolate contenenti le larve e si può trattare in maniera efficace. Per contenere la regina in commercio si trovano varie tipologie di gabbiette da inserire direttamente nei favi, come la gabbietta cinese. Altrimenti, è possibile recuperare anche un favo trappola su cui confinare la regina. Questo sarà poi asportato e tutta la covata e la Varroa contenuta in essa eliminate.

Arnie da 10? Da 12? Quali uso? 2018-08-08T14:46:00+00:00

La scelta delle arnie dipende sostanzialmente da che tipo di apicoltura si intende praticare. Per la stanziale si consigliano le arnie da 12, poiché anche essendo pesanti non devono essere movimentate, danno più spazi di manovra con i telai e dispongono di melari più grossi e capienti. Chi pratica nomadismo sceglie generalmente le arnie da 10, che sono più leggere e pratiche da spostare e impilare sul camion. Un altro fattore da considerare è il luogo in cui si dispongono. In posti freddi si preferiscono le arnie da 10, che permettono di tenere più stretto e al caldo il nido. In quelli più caldi si opta tranquillamente per il 12.

Corso di Api regine? Dove? Quanto Costano? 2018-08-08T14:47:09+00:00

I corsi per l’allevamento di api regine sono organizzati da associazioni apistiche o da apicoltori esperti della materia. Vengono generalmente tenuti in primavera, quando si può aggiungere alla teoria anche una parte pratica in campo. Chiedi quindi alla tua associazione di riferimento o cerca in internet per scoprire se qualcuno li organizza vicino a casa tua. I prezzi sono variabili.

SIM multioperatore? Cos’è ? Chi la paga? 2018-08-08T14:47:46+00:00

3Bee utilizza una nuovissima SIM multioperatore che è già integrata in tutti i prodotti di monitoraggio, dalle bilance fino agli antifurti.
La SIM permette di connettersi a qualsiasi operatore in tutto il mondo (dall’Italia agli USA). Può essere utilizzata per il solo traffico dati e per gli SMS.
Costo della SIM è in relazione al traffico dati, 3Bee offre 3 tipologie di abbonamento: Easy (0 €/mese) – Premium (1.5 €/mese) – Advanced (2-10 €/mese).
L’utente non deve fare nulla, la SIM è già installata nel dispositivo. Il dispositivo è sempre acceso e può essere disabilitato solo dal pannello di controllo di 3Bee.

Quanto costa 1 bilancia? 2018-08-08T14:49:21+00:00

La prima bilancia che acquisti costarà 139€, ma se porti 4 amici puoi avere uno sconto di 20 €. Inoltre a Gennaio pubblicheremo le associazioni convenzionate con 3Bee, se sarai un loro iscritto avrai diritto a un ulteriore sconto di 20€: potrai pagare la prima bilancia 99€ . La prima bilancia non prevede costi mensili. La SIM è inclusa e il traffico dati è pagato da 3Bee.

Dalla seconda bilancia il costo è di 199€. Il costo mensile è di 1.5 €/mese, il primo anno lo regala sempre 3Bee.

esempio 1) vuoi aquistare 3 bilance, hai portato 4 amici e fai parte di un associazione convenzionata: il costo di acquisto è di 517 € + 3 € / mese dal secondo anno.

esempio 2) vuoi acquistare 1 bilancia, fai parte di un associazione convenzionata: il costo di acquisto è di 119 €+ 0 €/mese.

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