Il 5 giugno è stata la giornata mondiale dell’ambiente e abbiamo ricordato alcuni semplici consigli per salvaguardare il nostro pianeta ogni giorno dell’anno. Il punto a noi più vicino è sicuramente quello che riguarda la preservazione degli insetti, in particolar modo quelli impollinatori.

Negli ultimi anni l’attenzione nei confronti dei problemi che interessano le api è aumentata e si è assistito alla proliferazione delle iniziative a loro favore. Tra quelle che più hanno trovato spazio sui giornali possiamo sicuramente ricordare l’installazione di arnie di design, che costituiscono una parte del settore dell’apicoltura urbana. Le arnie di design, infatti, sono spesso pensate per chi vuole avvicinarsi al mondo dell’apicoltura anche in contesti urbani, dove l’installazione di arnie classiche può sembrare più scomodo o complesso.

Attenzione però! Apicoltura urbana e arnia di design sono due realtà da non confondere!

Apicoltura urbana: un po’ di storia

L’apicoltura urbana è un tipo di apicoltura condotta esclusivamente in ambiente urbano o metropolitano. Le motivazioni della nascita di questo fenomeno sempre più in crescita sono svariate.

Una delle più importanti è sicuramente la tutela di questi importanti insetti, minacciati dai pesticidi e dall’agricoltura intensiva. I singoli cittadini si avvicinano a questa pratica o per condurla come hobby oppure per produrre in autonomia il proprio miele. Altri sono spinti dalla voglia di contribuire attivamente alla salvaguardia di questi insetti. Lo sviluppo dell’apicoltura in contesto urbano permette anche il monitoraggio della qualità dell’aria, del livello di inquinamento atmosferico e il grado di biodiversità del territorio.

In realtà, l’apicoltura urbana è un fenomeno ben più antico, che in Italia risale ai primi anni del 1900, per poi ritornare in un contesto campestre e montano dopo la guerra.

Solo recentemente si è assistito alla ricomparsa di alveari nelle grandi città, da New York a Parigi, da Londra a Berlino, da Copenaghen a Tokyo.

Non serve però andare così lontano, anche in Italia sono tantissime le città che si stanno muovendo in tal senso. Ai primi posti troviamo Torino, con più di 200 alveari, seguita subito da Milano. Chi fa apicoltura urbana può essere sì un apicoltore hobbista, ma può anche intraprendere questa attività per diverse altre ragioni: promuovere una filiera più corta o l’educazione ambientale e alimentare, ma anche fare branding aziendale. Le aziende, infatti, sono sempre più interessate a iniziative volte a ridurre il loro impatto ambientale e l’installazione di alveari sui tetti dei loro stabilimenti può essere un modo per farlo.

Arnia di design per l’apicoltura urbana

Tutt’altra questione è quella legata alle arnie di design. Esse sono specificatamente pensate per chi pratica l’apicoltura nel tempo libero e per essere installate in contesti urbani.

Molte si distinguono dalle arnie tradizionali per la forma o i materiali utilizzati e sono pensate per cercare di ridurre il possibile contatto tra le api e chi le cura. Un altro aspetto di grande interesse è quello di consentire a chiunque di produrre e consumare il proprio miele, senza dover ricorrere ai metodi tradizionali di smielatura. Per la ricercatezza estetica di molte di esse, si possono quasi qualificare come pezzi da arredamento, per abbellire balconi o giardini. In alcuni casi sono state progettate proprio per essere installate in casa, ricercando la massima vicinanza con il minimo contatto.

Arnia di design: risolti tutti i problemi?

lavori apiario aprileL’arnia urbana di design sembra dunque risolvere tantissimi problemi. Il minor contatto diretto con le api permette a tutti di avvicinarsi all’attività, anche ai più piccoli. La facilità di estrarre il miele rende possibile gustarne la dolcezza senza dover riempire la casa di smielatori e maturatori. Il suo aspetto gradevole e fuori dal comune lo rende un invidiabile accessorio da giardino.

Sembra tutto semplice, ma in realtà non è proprio così. Perché?

Necessità di preparazione e di corsi specifici

Le api non possono essere considerate alla stregua di comuni animali domestici: non sono animali domestici e serve una particolare preparazione per poter condurre nel modo migliore un alveare e garantirne la sopravvivenza. Inoltre, la scorretta conduzione di un alveare non ha conseguenze solo sulle proprie api, ma anche sugli alveari vicini.

Chi si avvicina al mondo dell’apicoltura deve aver seguito o corsi specifici incentrati su aspetti pratici e teorici o aver seguito da vicino qualcuno che fa questa attività da anni. Conoscere le api, la loro biologia e le dinamiche dell’alveare è solo il primo passo per potersi avvicinare a questo mondo. Il ciclo di sviluppo delle api e dell’alveare deve essere ben conosciuto, altrimenti si rischia di fraintendere o non cogliere i segnali che l’alveare dà all’apicoltore.

Conoscere i problemi e le malattie dell’alveare

varroa e ape con ali deformiA questo aspetto è strettamente legato un altro tipo di bagaglio culturale che deve essere necessariamente interiorizzato da chi si occupa di api. Per poter condurre nel migliore dei modi un alveare bisogna anche sapere quali sono i problemi che si possono verificare, conoscere i segnali di allarme e le procedure da seguire per limitare i danni.

Sfortunatamente, patologie, avvelenamenti e situazioni di emergenza sono più comuni di quello che si potrebbe pensare. Se non riconosciute o sottovalutate, queste situazioni possono tradursi nel collasso della colonia. La corretta verifica dello stato di salute delle api è possibile solo da un esame dei favi, soprattutto per quanto riguarda le patologie legate alla covata. Anche la valutazione dello stato di infestazione da varroa è fondamentale, così come i vari tipi di trattamento da eseguire.

Il posto migliore per l’alveare

C’è poi da considerare tutta la questione legata all’ubicazione dell’alveare. Oltre a esserci leggi specifiche che bisogna rispettare, che regolamentano la distanza da proprietà pubbliche private, ma anche da strade di pubblico transito, bisogna tenere a mente anche la vegetazione circostante. Sebbene in città le api possano avere diverse fonti di nutrimento, è comunque consigliabile scegliere un luogo dove la ricerca di cibo viene facilitata.

Le api, infatti, si spingono fino a circa 3km dal proprio alveare per trovare il nutrimento necessario per la loro sopravvivenza. È da sfatare il mito, invece, dell’arnia urbana come arnia da balcone. Il luogo ideale di posizionamento rimane comunque un tetto, un orto o un giardino, preferendo l’orientamento della cassa verso sud-ovest. Bisogna evitare accuratamente di posizionare ostacoli davanti all’uscita dell’arnia e alla traiettoria di volo delle api. Altrettanto cruciale è l’eccessiva esposizione alla luce artificiale, che può disorientare gli insetti.

Gli attrezzi del mestiere dell’apicoltore (anche hobbista)

inserimento reginaUn altro aspetto da non dimenticare riguarda l’utilizzo di attrezzi specifici quali tute, leve, affumicatori… Prima o poi, per un motivo o per un altro, se decidi di tenere un alveare dovrai entrare in contatto con le tue api. Questo è il bello e il brutto di questa attività. Se ti aspetti che si sia sempre qualcuno che venga a curarle al posto tuo non stai allevando api, stai solo ospitando l’alveare di qualcun altro.

Per aprire un alveare ed esaminare covata e scorte devi per forza di cose dotarti degli strumenti necessari per proteggerti dalle api. Se disturbate e maneggiate da mani inesperte possono diventare anche molto aggressive e il rischio di essere punti aumenta. L’utilizzo di tute, guanti e leve diventa quindi fondamentale.

Ispezionare è fondamentale

Avere un alveare e non sapere come si conduce un’ispezione è decisamente pericoloso. Come si fa a valutare lo stato delle scorte e la forza della famiglia? Ogni famiglia è a sé, può avere ritmi di crescita e livelli di importazioni completamente diversi rispetto a una posta anche solo a pochi metri di distanza. Nel caso di un maggio come quello appena passato, quando le api non hanno avuto modo di uscire a bottinare polline e nettare, come si da a capire se è il caso di nutrire o meno? Anche lasciando nel nido le scorte invernali, c’è da considerare che possono verificarsi situazioni di emergenza in cui l’intervento dell’apicoltore diventa necessario.

Arnia di design, attrezzature di design

melari

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Infine, oltre a tutte le questioni burocratiche legate al possesso di un alveare, dall’iscrizione alla BDA al rispetto delle norme nel caso di processamento dei prodotti dell’alveare, c’è un altro aspetto critico legato alle arnie da design. Proprio perché di design, molto spesso non sono compatibili con altre attrezzature presenti sul mercato.

Un esempio? Se devi aggiungere un melario e possiedi un’arnia standard non ci sarà molto di cui preoccuparsi. Con un’arnia di design, invece, il discorso si fa molto più complesso.

Serietà e preparazione in Apicoltura urbana

Completamente diversa è l’apicoltura urbana in sé. Se fatta con serietà, dedizione e preparazione, può essere una risorsa vincente non solo per chi la pratica,ma per la comunità stessa. Un esempio virtuoso di questa pratica è quello di apicolturaurbana.it, che non solo fornisce uno starter kit con tutto il necessario per intraprendere questa attività, ma segnala anche a quali apicoltori ci si può rivolgere per recuperare sciami e regine. Inoltre, ma decisamente non meno importante, apicolturaurbana.it fornisce numerose e approfondite video guide per assistere passo dopo passo l’aspirante apicoltore in questa nuova avventura.

Una decisione da meditare

apiPrendersi cura di un alveare non è un gioco. Può essere una grande passione, un hobby alternativo o una vera e propria professione, ma in tutti e tre i casi sono necessarie conoscenze specifiche, dedizione e attenzione. Il rischio di prendere con troppa leggerezza questa attività è enorme. Si possono arrecare danni alle proprie api e anche a quelle di alveari vicini, generando impreviste e sgradevoli conseguenze.

Scegliere un’arnia urbana di design può quindi non rivelarsi la grande idea che poteva sembrare inizialmente.

La bella promessa di una rapida e semplice gestione della stessa si potrebbe trasformare presto in una tragica sofferenza per le api dovuta all’ambiente non idoneo, cure errate o scarsa attenzione alle esigenze dell’alveare. Il tutto ovviamente dovuto magari alla mancanza di tempo di una frenetica vita cittadina o di spazio.

Aiutare le api? Adotta un alveare!

sistema di monitoraggio 3beeMa allora come fare per poter aiutare in modo concreto ed efficace le api senza il rischio di arrecare loro danni o di ritrovarsi in causa un’arnia che resti lì come semplice e inutile oggetto di arredamento?

La soluzione ideale è quella di adottare un alveare a distanza, lasciando crescere e vivere le api nel loro habitat naturale, curate e accudite da apicoltori professionisti.

Non avrai l’incombenza e la responsabilità della gestione di un alveare vero e proprio, con tutto il dispendio di tempo ed energie che questo comporta, ma potrai monitorarne da remoto attività e stato di salute grazie ai nostri esclusivi sistemi di monitoraggio.

Potrai seguire il suo sviluppo giornalmente direttamente dal tuo cellulare, osservando gli stessi dati che analizza l’apicoltore per organizzare il suo lavoro. A fine stagione apistica, inoltre, riceverai a casa il miele 100% genuino da te scelto e prodotto direttamente dalla tua arnia.

Scopri ora gli alveari disponibili ed aiuta in maniera significativa le api e l’ambiente.

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