Mettete dei fiori nei vostri cannoni: adoooro queste canzoni vintage! Le canta sempre Sofia, un’ape operaia pacifista, attiva nel sindacato pensionate, che quando era giovane è stata persino al concerto di Woodstock, ne ha visti di tutti i colori. Anzi, intendevo dire: ne ha visti di tutti i millefiori.

Lei è proprio un’ape tosta, impegnata nelle cause più trendy del momento. Adesso, per esempio, sta raccogliendo firme contro la diffusione di una pianta che è nella black list della flora, ovvero l’elenco di tutte le neofite invasive che causano danni alla diversità biologica. Volete ridere? Questa pianta si chiama indaco bastardo! Vabbè, il nome latino a dire il vero sarebbe amorpha fruticosa, ma indaco bastardo spacca di brutto come nome. Rende l’idea, non vi sembra?

Scusatemi, ho divagato, in realtà volevo parlarvi di fiori squisiti, tipo il trifoglio, la lavanda, la malva, non di schifezze. Mi sono distratta, la mia mente è sempre in volo. Sono un po’ brilla, credo di aver esagerato con il nettare di borragine

ape angie fiori

Sì, intendo proprio borago officinalis, ma d’ora in poi il nome scientifico ve lo metto tra parentesi, non voglio sembrare una secchiona, anche perché nell’ultima versione di latino ho preso 5 +. A dire il vero, io sono molto più brava in geometria del volo, ma non divaghiamo troppo! Stavamo parlando della borragine, giusto?

La borragine è una delle mie piante preferite, con quei bei fiorellini blu! Il suo miele è squisito e ha anche proprietà sedative. Infatti mia madre, l’ape regina, un giorno che avevo alzato un po’ troppo le antenne e le avevo risposto male, mi ha detto: “Sciacquati la bocca con la borragine, prima di rivolgerti ancora  a me con questo tono!”.

Devo averla presa alla lettera.

Un altro fiore che mi fa impazzire e da cui produciamo un miele da sballo è il girasole: mia nonna lo usava contro il colesterolo e dicono persino che anni e anni fa gli umani mangiassero il suo miele contro la febbre. Forse non la farà scendere, ma di sicuro è un ottimo ricostituente.

A proposito di mieli che fanno sangue: se vi capitasse di sentirvi come la mia omonima Angie, intendo Angelina Jolie la mattina dopo un party selvaggio nel periodo precedente a Brad Pitt, ai figli a gogò e alle cause umanitarie, insomma, quando era ancora trasgressiva e si scambiava come pegno d’amore un’ampolla di sangue con l’ex marito Billy Bob Thornton, ecco, se siete un po’ giù di tono dopo aver fatto serata, nulla di meglio del miele di castagno, che fa bene anche come antiossidante e quando si soffre di anemia.

ape angie fiori cestelle polline

Non vi dico che vita nei mesi di giugno e luglio, siamo tutte in fissa con i fiori di castagno! Mi piacciono un casino perché sono amarognoli come me, buona e cara, ma non pestatemi mai le cestelle.

Che cosa sono?

Beh, devo proprio spiegarvi tutto! Sto scherzando, ve lo dico: si trovano all’esterno delle mie tibie e ci accumulo il polline che trovo qua e là durante le mie avventure.

Quando invece voglio profumarmi per piacere a qualche fuco (niente di impegnativo eh, poi ognuno a casa sua…), allora volo verso il fiore di tiglio (tilia platyphyllos). E’ delizioso. Non a caso, nell’antichità era consacrato alla dea dell’amore, Afrodite. Il suo miele ha un effetto calmante, depurativo, e fa bene alla digestione, insomma per tutto!

ape angie fiori tiglio

Se invece vi vengono mal di gola e raffreddore, fate come me e buttatevi sull’eucalipto (Eucalyptusglobulus): io sui fiori, voi sul miele. Potete anche metterlo nello yogurt, che senza un po’ di sapore zuccherino a volte diventa acido come le mie sorelle Ada e Amelia quando mi ripetono che devo decidermi a mettere la testa, pardon, il capo, a posto.

Una delle cose che mi piace di più della mia vita di ape è proprio il viaggio, l’avventura, la ricerca dei fiori più buoni.

Ve l’ho già detto che sono una vagabonda e molto curiosa. Per esempio, quest’estate sono andata in vacanza in Sardegna. Mi avevano detto che è una regione bellissima e mi piaceva molto l’idea di vedere il mare azzurro, gli scogli, le spiagge…

Mica volevo volare sul Billionaire di Flavio Briatore o su qualche yacht di lusso, però! Non sono proprio il tipo, io preferisco campeggiare.

Ci sono andata perché volevo trovare il corbezzolo (Arbutusunedo), che in un certo senso per noi api vale molto di più di una borsa firmata, e anche per voi umani non scherza affatto, visto che il suo miele lo pagate fino a 30 euro al chilo! Li vale tutti, intendiamoci: è roba per intenditori, ricco di polifenoli e flavonoidi, antinfiammatorio, e si sposa bene con il formaggio caprino!

 

adotta alveare

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Autore: Giovanna Fumarola