Adotta un alveare è un progetto che ti permette non solo di dare una mano alle api, ma anche ai loro apicoltori. Puoi scegliere uno degli alveari italiani monitorati con la tecnologia 3Bee e seguirlo nel suo sviluppo per un intero anno direttamente dal tuo smartphone. Tenendo sotto controllo ogni giorno i parametri biologici dell’alveare, come peso, temperatura, umidità e intensità sonora, hai modo di conoscere lo stato di crescita, il livello di produzione e lo stato di salute delle tue api. Una volta pronto, riceverai a casa tua il miele da te scelto.

Adottando un alveare sostieni un modello di apicoltura italiana virtuosa, attenta al benessere delle proprie api. I dispositivi di monitoraggio 3Bee, infatti, consentono all’apicoltore di sapere sempre come stanno i suoi alveari e, in questo modo, di intervenire in modo mirato solo quando necessario. Inoltre, conoscerai tutte le realtà locali italiane e potrai assaggiare il gusto delle diverse tipologie di miele.

In Italia produciamo più di 50 tipologie diverse, ma anche un miele che ha lo stesso nome in etichetta può variare molto nel gusto in base al luogo di produzione. Nel miele, infatti, incontri tutta la ricchezza del territorio in cui le api hanno raccolto il prezioso nettare e ogni postazione, ogni annata, ogni apicoltura danno vita a un prodotto unico e dal gusto inimitabile. Per scegliere il tuo alveare e la tua apicoltura puoi selezionare l’apicoltore più vicino a te oppure quella realtà che più ha suscitato interesse. Puoi anche scegliere di lanciarti nella scoperta di nuovi sapori, optando per il miele di altre regioni del nostro Belpaese.

Per guidarti nella scelta, ti vogliamo presentare le peculiarità di ogni regione e i singoli apicoltori che aderiscono a questo network. Oggi voliamo in una regione che vanta la produzione di uno dei mieli più rari e difficili da produrre! Adotta un alveare in Veneto!

L’apicoltura in Veneto

adotta un alveare in Veneto

Il Veneto è sempre stato attento al settore apistico e alla sua promozione. Fin dal 1979 ha adottato norme specifiche per la salvaguardia del patrimonio apistico regionale e la valorizzazione dei prodotti dell’alveare. Ciò nasce non solo da considerazioni di carattere socio-culturale, ma anche da una particolare attenzione rivolta al territorio e all’ambiente. Storicamente l’apicoltura ha una tradizione molto forte, di carattere inizialmente famigliare e poi più agricolo e commerciale. È oggi considerata un importante strumento per conservare l’identità territoriale regionale e rafforzare il tessuto sociale, soprattutto nelle zone rurali o economicamente più svantaggiate. Inoltre, l’apicoltura è ritenuta un modello di sfruttamento agricolo non distruttivo. Per questo motivo è praticabile anche in aree marginali e protette, essendo l’ape un importante impollinatore che può essere considerato un indice di corretta gestione del territorio.

Il Veneto è la regione con più attività apistiche registrate in Italia. Sono ben 7.384 per un totale di 104.535 alveari e 16.841 sciami. A livello di densità, contiamo 0,74 apiari per km2, con una maggior concentrazione nel trevigiano. Tra le attività apistiche, poco più di 2000 sono apicolture professionistiche improntate alla commercializzazione, mentre i restanti praticano apicoltura hobbistica per autoconsumo. Il sistema di gestione più diffuso è il convenzionale.

Adotta un alveare in Veneto

La produzione di miele ammonta a circa 1.500 tonnellate annue, facendo guadagnare al Veneto il primato di una delle regioni italiane più produttive in termini di miele e derivati. Tra le tipologie di miele più diffuse, ricordiamo il tarassaco, il castagno, il millefiori, il tiglio e l’acacia. Alcune tipologie di miele, come il “miele delle Dolomiti bellunesi” ha anche ottenuto la denominazione di origine protetta. Tra le chicche che offre questa regione, non possono non includere il raro miele di barena, prodotto nelle zone lagunari veneziane dal nettare del Limonium vulgare o Fiorella di barena. Dal colore bruno, questo miele sempre più difficile da ottenere ha un sapore intenso e un gusto gradevole.

Apicoltura dell’Orso

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Francesco e Riccardo erano due rugbisti, da sempre amanti delle api hanno intrapreso questa avventura a Verona, costituendo l’Apicoltura dell’Orso. Riccardo si occupa di apicoltura fin dal tempo dell’Istituto Agrario, mentre Francesco viene dal mondo del marketing e della comunicazione, diventato troppo stretto per lui. Le loro api sono dislocate tra Verona, il Lago di Garda e il monte Baldo. Il nome della loro apicoltura nasce da un evento avvenuto nel 2019, quando un orso, sul monte Baldo, decise di banchettare con 7 delle loro arnie. Da qui, Apicoltura dell’Orso.

Apicoltura la Gioiosa

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L’Apicoltura la Gioiosa è gestita da Adriano e da sua moglie, ma si può dire che Adriano ha l’apicoltura nel sangue. Il nonno, infatti, era apicoltore, così come lo zio. Dopo aver iniziato a curare le api “in famiglia”, si è affiancato a un apicoltore esperto della sua zona e ha iniziato a seguire diversi corsi, tra cui quello di allevamento di regine.

Le api de La Gioiosa di trovano in provincia di Belluno, nel Parco Nazionale delle Dolomiti, e in Toscana. Adriano pratica un’apicoltura di tipo convenzionale, anche se non utilizza prodotti di sintesi chimica, il che rende la sua apicoltura molto simile a quella biologica. I mieli che vengono prodotti dalle sue api sono tarassaco, acacia, millefiori primaverile ed estivo, tiglio, castagno ed eucalipto in Toscana. Mentre Adriano si occupa principalmente di nuclei e api regine, la moglie si prendere cura del processo di smielatura. Per Adriano l’apicoltura è qualcosa che ti prende, che ti si insinua nell’anima e non ti lascia più.

 

Adotta un alveare in Veneto, scegli l’apicoltura che più fa per te!

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