7 Consigli per chi si vuole avvicinare al mondo dell’apicoltura

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7 Consigli per chi si vuole avvicinare al mondo dell’apicoltura

Il mondo delle api è affascinante e complesso e sono in molti ad esserne stati a tal punto “stregati” da volerne far parte. Sono tante, infatti, le persone che hanno deciso di intraprendere questa attività, chi per passione, chi per curiosità e chi per farne un vero e proprio lavoro. Quello che può spaventare, all’inizio, è il non sapere da che parte cominciare. Per questo motivo, abbiamo pensato a qualche semplice consiglio per chi è alle prime armi o desidera iniziare a fare l’apicoltore. È importante, tuttavia, tener ben presente che l’apicoltura non va sottovalutata: da scelte e pratiche sbagliate possono scaturire situazioni spiacevoli. Per questo motivo, è necessario frequentare un corso introduttivo tenuto da tecnici apistici di esperienza oppure affiancare un apicoltore navigato nel suo lavoro quotidiano.

1. Quanti alveari servono per praticare apicoltura “da reddito”?

arnie e apicoltoreMolti sono gli apicoltori che hanno intrapreso questa attività come hobbisti per poi decidere di farla diventare un vero e proprio lavoro. Il numero di arnie che si decide di avere dipende molto dalla disponibilità di tempo e mezzi dell’apicoltore, nonché dalla sua esperienza sul campo. Indicativamente, però, la soglia oltre la quale un apicoltore non è più considerato hobbista è quella dei 100 alveari. Questo è il numero, infatti, con il quale l’apicoltore può coprire le proprie spese e avere un guadagno personale.

2. Meglio il cubo o il portichetto?

In questo caso, la domanda non è tanto quale delle due sia la migliore, ma quale risponde maggiormente ai nostri bisogni. Generalmente, l’arnia a cubo viene scelta da chi pratica apicoltura stanziale, mentre quella con il portichetto è più utile per il nomadismo. La scelta dipende anche dalla distanza tra gli apiari: se è ridotta si può optare per un arnia a cubo anche in caso di nomadismo. Se, invece, fosse maggiore ai 30km, è preferibile quella con portichetto per favorire la ventilazione dell’alveare durante gli spostamenti.

3. Come posizionare l’apiario

Ci sono alcuni accorgimenti che è utile presente nel momento in cui si deve decidere il posizionamento del proprio apiario

  • preferire un luogo ventilato in modo che non ristagni l’umidità
  • scegliere possibilmente un luogo ombreggiato durante le ore più calde della giornata in modo da evitare un eccessivo lavoro delle api che devono ventilare e raccogliere acqua per la colonia
  • optare per un luogo tranquillo e possibilmente con buone fonti nettarifere per ottenere buoni raccolti
  • non posizionarlo in prossimità di strade

Se le arnie vengono posizionate in fila, è importante ricordarsi dell‘effetto della deriva delle api bottinatrici. Sostanzialmente, le api saranno più portate a dirigersi verso le arnie poste all’estremità della fila, che saranno quindi più forti delle altri. Per evitare ciò, si possono mettere in pratica alcuni semplici accorgimenti. Ad esempio, si può modificare l’orientamento dell’entrata degli alveari, mettendoli lungo una linea rettilinea. Inoltre, si possono dipingere le arnie con diversi colori: le api percepiscono l’ultravioletto, il viola, il blu, il verde-blu, il giallo e il bianco, riuscendo così a distinguere l’arnia di provenienza. Si possono anche disegnare simboli geometrici sul lato di entrata dell’arnia. Le api, infatti, riescono a distinguere bene alcune forme, riducendo così il rischio di deriva.

Altri piccoli consigli sono quello di scegliere postazioni il più possibile vicino a casa o in luoghi facilmente accessibili coi propri mezzi. In tal modo, si agevola il processo di ispezione e di trasporto/trasferimento di materiali. Infine, è consigliabile la presenza di alberi nelle vicinanze dell’apiario, utili in fase di sciamatura per accogliere lo sciame che si allontana dalla famiglia di origine.

4. L’attrezzatura

apicoltoreAvere l’attrezzatura giusta può fare le differenza. Sopratutto quando si è alle prime armi, è importantissimo scegliere ciò che meglio si adatta alle nostre esigenze e che meglio ci aiuta nella nostra attività. Ciò che non può mancare nell’arsenale dell’apicoltore è:

  • l’abbigliamento adeguato
  • l’affumicatore
  • la leva-pinza solleva telai

L’abbigliamento

L’abbigliamento tipico dell’apicoltore consiste in un’ampia tuta (integrale o meno in base ai gusti e alle necessità) con un velo sotto il cappello a protezione del viso. Le estremità della tuta sono solitamente elastiche, ma è consigliabile dotarsi di guanti elastici di pelle da infilare sopra le maniche della tuta e di calze spesse o protezioni tipo ghetta per proteggere le caviglie ed evitare che le api si infilino all’interno dei pantaloni. Quello che avrai sicuramente già notato, è che le tute sono tutte bianche o di colori molto chiari. I colori scuri o luminosi, infatti, fanno scattare un comportamento aggressivo nell’ape e vanno perciò evitati.

L’affumicatore

L’affumicatore è uno strumento utilissimo per liberare i telai durante la loro movimentazione. Con esso viene generato fumo che allontana le api senza disturbarle o ferirle, permettendo all’apicoltore un lavoro più agevole.

La leva-pinza solleva telaio

La leva è uno strumento necessario per liberare i telai della propoli e permettere così l’ispezione. Essa aiuta anche a sollevare il telaio, limitando il rischio di schiacciamento accidentale durante questa operazione.

5. Formiche: ospiti da rimuovere o da accogliere?

Trovare i coprifavi infestati da formiche e dalle loro uova non è di certo piacevole. Le formiche, tra le altre cose, interferiscono nel processo di valutazione del livello di infestazione da Varroa dell’alveare. Il consiglio è di cercare di rimuoverle, scuotendo prima il coprifavo facendo attenzione a togliere anche le uova. Successivamente, è bene inserire repellenti naturali come la menta, la cannella, il succo di limone e i fondi di caffè. L’importante è non usare mai prodotti chimici, che potrebbero causare problemi alle api.

6. Come evitare le principali malattie delle api

Avere delle api sane e forti è l’obiettivo principale di ogni apicoltore. Sfortunatamente, le patologie che possono colpirle sono molte, ma esistono metodi che possono aiutare a prevenirle. Facciamo alcuni esempi.

ape con varroaLa Varroasi è una patologia di tipo parassitario, causata dell’acaro Varroa destructor. Convenzionalmente, viene trattata con prodotti chimici antiparassitari. Questi, però, rischiano di persistere all’interno dell’alveare ed essere incorporati nella cera. Per questo motivo, è consigliabile l‘utilizzo di composti naturali, come l’acido formico e ossalico. Questi trattamenti vengono eseguiti in assenza di covata, generalmente nel periodo autunnale e invernale, ma questi composti possono essere utilizzati anche durante la stagione attiva.

Un’altra importante patologia è la Peste americana, di natura batterica. Inizialmente, essa veniva trattata tramite antibiotici. Essi, il cui uso oggi è vietato in Europa, servivano solo a rallentare la malattia, risultando sostanzialmente inefficaci. L’unico modo per debellare la malattia ed evitare la sua diffusione è la distruzione della famiglia infetta, bruciando telai e api, disinfestando l’arnia e sterilizzando tutto il materiali infetto.

È importante, quindi, mettere in atto azioni preventive, come ispezioni regolari, il rinnovo dei favi di covata e l’azione repentina in caso di anomalie.

7. Come si monitora lo stato di salute delle api?

Il monitoraggio della salute delle proprie api è di fondamentale importanza. Sapere come stanno le api permette di capire quali interventi compiere, ma soprattutto quando e come. Ad oggi, sono stati introdotti sistemi di monitoraggio da remoto per permettere all’apicoltore, anche a quello meno esperto, di avere sempre sotto controllo le proprie api e di gestire meglio il proprio apiario.

Hive-Tech3Bee ha ideato un innovativo sistema di monitoraggio da remoto, che permette di registrare e controllare importanti parametri vitali come il peso, la temperatura, l’umidità e il suono. Hive-Tech è una tecnologia leggera, non invasiva e adattabile a qualsiasi tipo di arnia. I dati registrati dai sensori del dispositivo vengono poi inviati su cloud e resi disponibili su una dashboard personalizzata. Da lì, l’apicoltore potrà valutare i parametri vitali delle api e gestire il proprio lavoro, organizzando ispezioni, interventi e trattamenti quando necessario.

Inoltre, esso è completamente auto-alimentato grazie all’energia solare.

 

 

Questi sono i 7 consigli che chiunque si avvicini al mondo dell’apicoltura dovrebbe seguire. Ribadiamo che è indispensabile seguire un corso tenuto da tecnici qualificati: una scorretta pratica apistica può danneggiare tutte le api, non solo le tue!

Fonti

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2018-04-05T14:27:43+00:00 aprile 5, 2018 |
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